FORLI' - Raccolta differenziata: l'assessore Capacci punta il dito contro Hera

FORLI' - Raccolta differenziata: l'assessore Capacci punta il dito contro Hera

FORLI’ – Raccolta differenziata multimateriale: l’assessore comunale all’ambiente, Palmiro Capacci attacca Hera e parla di “alchimia contabile e metodo di raccolta differenziata discutibile, in quanto almeno il 50% se ne ritorna di fatto nell’indifferenziato”. L’accusa è di aver ‘barato’ sui dati. “In realtà è l’intero quantitativo ad essere ascritto nelle percentuali di R.D. Si tratta di oltre 5.200 tonnellate, pari al 6,1 % di cui solo la metà è recuperata”.


“Come metodo di raccolta è discutibile, se si pensa che c’è un luogo dove la R.D. può essere efficiente è appunto nelle imprese, sia perché c’è l’organizzazione produttiva, sia perché si fa una tipologia di rifiuti molto limitato rispetto alla varietà delle utenze domestiche – spiega Capacci - nonostante questa criticità, la situazione era apparsa, per il momento, accettabile in quanto Hera aveva assicurato che nel computo della R.D. veniva conteggiato solo la frazione effettivamente recuperata in fase di separazione. Ne conseguiva che c’era una spinta oggettiva a migliorare la raccolta”.


A seguito dell’interpellanza del consigliere dei Verdi, Alessandro Ronchi, l’assessore ha chiesto al gestore, scoprendo come nelle percentuali sia l’intero quantitativo raccolto ad essere conteggiato. “Si riferisce che detto materiale ai sensi del DGR n. 1620/01 della nostra Regione, sia in toto ascrivibile alla Raccolta Differenziata – afferma - non metto qui in discussione la correttezza della procedura seguita, ma ciò non significa che sia una buona prassi. Certo fanno così tutti ma non è affatto una buona ragione, anzi è una pessima ragione per tutti”.


“Questo Comune e ATO non hanno ancora i dati dettagliati della raccolta rifiuti del 2007, mi è stato annunciato che arriveranno presto, per cui non sono in grado di riferire quanto effettivamente sia avviato al recupero, sarà questo un dato da esaminare con grande attenzione. Ma già dalle prime informazioni in nostro possesso, si evince che il pur relativo buon risultato dell’ aumento di R.D., che è passato dal 26% al 40,5 % in quattro anni, deriva in gran parte dal rifiuto assimilato di origine produttiva e in parte molto bassa dalle utenze domestiche”.

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“Questo significa che un ulteriore incremento della raccolta differenziata da avviare al riutilizzo, quindi un incremento quantitativo ma anche qualitativo, è possibile solo con l’incremento nelle utenze domestiche. Operazione che è possibile solo con un sistema di raccolta porta a porta per tutto il territorio urbanizzato”.


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