FORLI' - Rodrigo Pais racconta, con le sue foto, l'Italia del boom economico

FORLI' - Rodrigo Pais racconta, con le sue foto, l'Italia del boom economico

FORLI’ – Gli anni del boom economico italiano raccontati dalle fotografie di Rodrigo Pais. “Pais Italia”, la mostra che inaugurerà sabato, alle 12, presso la sala esposizioni della Fondazione Carisp Forlì, raccoglie 180 scatti del fotografo romano, che testimoniano, attraverso l’enorme varietà delle tematiche ritratte, gli anni dal 1955 al 1960, visti da molteplici angolazioni. “Una mostra fotografica ha ancora carattere di straordinarietà”, afferma Piergiuseppe Dolcini.

Secondo il presidente della Fondazione, infatti, questo tipo di scelta, per le esposizioni del palazzo del Monte di Pietà, rappresenta un’innovazione, “che va ad arricchire il percorso della Forlì di qualità”.

Rodrigo Pais muore a Roma, il 9 marzo del 2007, all’età di 77 anni, lasciando un archivio fotografico che conta più di 360.000 negativi, che coprono il periodo dal 1955 al 1998. Questo patrimonio è stato dichiarato dal Ministero per i beni e le attività culturali di interesse storico in quanto “costituisce fonte di incommensurabile valore per la ricostruzione della storia dell’ultimo secolo e testimonianza unica e particolare della vita politica e sociale del nostro paese e dei paesi europei ed extraeuropei”.

Ogni negativo dell’archivio è catalogato dal fotografo, sia cronologicamente, che per nomi ed argomenti. “Per me Pais, oltre che un grande fotografo, è un grande enciclopedista, epistemiologo, metafisico, bibliotecario e testimone di 50 anni di storia italiana e, in parte, europea - scrive Salvatore Mirabella, curatore della mostra - purtroppo siamo ancora e sempre in un paese in cui alla fotografia è negata ogni funzione informativa autonoma”.

“Il rettore vorrebbe portare la mostra a Bologna – spiega Guido Gambetta, pro-rettore per le sedi decentrate dell’Università di Bologna – vorremmo anche tradurre il catalogo in inglese, per portarla negli Stati Uniti, dove la fotografia ha, già da tempo, una propria dignità artistica e comunicativa”.

La mostra si chiuderà il 22 giugno, in concomitanza con quella dedicata a Cagnacci. Orari di apertura: dal martedì al venerdì, dalle 17 alle 19.30. Sabato e domenica, dalle 10 alle 18.

Chiara Fabbri


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