Forlì, 'salvi' i 144 precari dell'Ausl. "Abbiamo reperito i fondi"

Forlì, 'salvi' i 144 precari dell'Ausl. "Abbiamo reperito i fondi"

Forlì, 'salvi' i 144 precari dell'Ausl. "Abbiamo reperito i fondi"

FORLI' - Riguardo il piano di riorganizzazione delle degenze dell'ospedale Morgagni-Pierantoni i sindacati hanno accusato l'Ausl di avere previsto una diminuzione di 19 infermieri e 12 operatori socio-sanitari. La replica della Direzione generale è perentoria: "Non c'è nulla di vero, tutti i contratti dei precari sono stai rinnovati, inoltre l'Ausl ha trovato i fondi per fare sì che il paventato taglio di metà dei precari non avvenga. Si parla solo di una riorganizzazione dei posti letto".

 

In una conferenza stampa congiunta di Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fpl, i segretari Roberto Severi, Adriano Castagnoli e Massimo Monti hanno presentato una lettera aperta indirizzata al direttore generale Licia Petropulacos, per opporsi a tale piano, sostenendo che preveda, "per quanto si è potuto capire, un piano di riduzione dell'assistenza nei reparti di degenza unicamente motivato dall'obiettivo di riduzione dei costi del personale, ovvero cessazione degli incarichi a tempo determinato, diminuzione di 19 infermieri e 12 operatori socio sanitari, per un ammontare di circa 2 milioni di euro".

 

E' una bufala, ribadiscono dall'Ausl. La buona notizia è che i 144 precari che rischiavano di essere lasciati a casa per l'obbligo che deriva dalla manovra finanziaria, che prevede un taglio

del 50% del personale precario, sono 'salvi'. L'Ausl ha trovato i fondi per rinnovare tutti i contratti.

 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di 26
    26

    I precari sono salvi, ma i fondi secondo me dovevano essere utilizzati per mettere di ruolo i precari. Tanto prima o poi i loro contratti scadranno e ci ritroveremo come prima. Quante storie inutili. I poveri infermieri che aspettano di essere chiamati di ruolo e che molti sono già stati licenziati, moriranno di fame a questo punto! evviva il precariato allora! I sindacati sembra che facciano grandi cose, ma non hanno risolto il problema, solo tamponato momentaneamente. Tra cani non si morsano naturalmente! è una vergogna! Battiamo le mani a tutti, per i sacrifici fatti! Io voglio sferrare una lancia a tutti quegli infermieri disoccupati a causa dell'AUSL di Forlì, che non verranno più chiamati a lavorare! e vi assicuro che sono veramente tanti! Buon Natale a tutti e viva la disoccupazione! (naturalemente in senso ironico) ci sarebbe da piagere!

  • Avatar anonimo di Lorenzo il Magnifico
    Lorenzo il Magnifico

    qualche dubbio c'è! di quei 144 annunciati già circa 80 erano a casa. La verità emergerà presto. Nei reparti ospedalieri si vedrà presto se l'assistenza ed i servizi manterranno i livelli attuali. Quello che i vertici dell'Az. USL cercano di non far trapelare è che entro qualche anno, 2 o 3 al massimo, sarà operativo l'accorpamento dell'Az. USL di Forlì con quella di Cesena. A dimostrazione di questo "progetto" c'è che tutti i servizi amministrativi saranno presto e ancor prima accorpati. Ma al contrario di quanto detto in precedenza, che tali servizi saranno distribuiti tra Cesena e Forlì, succederà che Cesena fagociterà tutto. I servizi di Bilancio, Provveditorato, Gestione Risorse Umane sono destinati a essere trasferiti a Cesena. Di questo è bene che tutti ne siano a conoscenza! Il sindaco Balzani non più tardi di qualche giorno fa aveva posto paletti rispetto all'area vasta, e pertanto sarò necessario che qualsiasi cosa che accadrà sia condivisa... pertanto occhio! Sindacati (mah!), politici locali e cittadinanza siano all'erta!!!

  • Avatar anonimo di kam
    kam

    se fosse un obbligo conseguente alla finanziaria lasciare a casa il 50% dei precari e lo si potesse aggirare reperendo dei fondi, che razza di obbligo sarebbe? In realtà, pochi giorni fa, il presidente Errani, commentando il raggiunto accordo stato-regioni sul federalismo fiscale, ha pubblicamente dichiarato:«è stato anche chiarito» che il taglio del 50% della spesa per i precari della pubblica amministrazione previsto dalla manovra economica estiva «non riguarda il Servizio Sanitario nazionale». E allora? Qualcuno dice bugie!

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