FORLI' - Sarà ricostruita un'ala del San Domenico

FORLI' - Sarà ricostruita un'ala del San Domenico

FORLI’ - Nel progetto preliminare del restauro del San Domenico è previsto anche il ripristino del corpo occidentale del secondo chiostro e la realizzazione di locali interrati al servizio dell’intero complesso museale. Relativamente a questo intervento, il Consiglio comunale ha adottato nella seduta di lunedì 5 febbraio una specifica variante al Piano Regolatore. L’intervento, approvato dalla competente Soprintendenza, consiste nell’ipotesi di ricostruire il volume originariamente edificato secondo i parametri planivolumetrici desunti dall’analisi storica dell’edificio; nel merito la demolizione del corpo incongruo realizzato nel secolo scorso dai militari per il ricovero dei loro automezzi è gia stata completata nell’ambito dei lavori di restauro della parte conventuale del complesso, lavori approvati e finanziati, dopo un approfondita istruttoria tecnica, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


“Dal punto di vista storico - commenta l’assessore all’urbanistica Gabriele Zelli - la scelta di ripristinare l’ala ovest del secondo chiostro è motivata dall’esigenza di ricondurre il complesso alla originaria unità architettonica e funzionale, raggiunta alla fine del XVIII secolo e successivamente compromessa dagli interventi di trasformazione che le esigenze dell’uso militare comportarono”.


Si tratta di una ipotesi concettualmente analoga a quella del ripristino della porzione di chiesa attualmente mancante (facciata, cappelle e porticato laterale), mentre dal punto di vista progettuale se ne discosta in quanto la documentazione della preesistenza è in questo caso limitata alla dimensione planimetrica (desunta dalle mappe storiche), altimetrica (desunta dalle tracce ancora visibili nelle murature dell’ala sud del primo chiostro e dalle strutture murarie interrate rinvenute durante i lavori di restauro del convento) e funzionale (desunta dai documenti di archivio).


Mentre per la ricostruzione della parte crollata della chiesa è stato possibile definire i parametri essenziali di progetto fin dal livello preliminare, nel caso in esame la progettazione si svolge ad un livello di maggior approfondimento, sia per recuperare, attraverso l’analisi filologica delle preesistenze adiacenti (sopra suolo e nel sottosuolo), ulteriori elementi di conoscenza, sia per studiare l’armonico inserimento della nuova architettura in modo da garantire una coerenza di forme, materiali, funzioni, con il contesto che si vuole ricucire e recuperare.


Dal punto di vista funzionale il ripristino dell’ala ovest del secondo chiostro, costituisce un vantaggio per l’organizzazione degli spazi museali, in quanto, oltre alla maggiore superficie disponibile in rapporto alla grande quantità ed importanza dei materiali storici ed artistici da esporre, permette il ripristino dell’originario collegamento tra i corpi conventuali, garantisce la continuità dei percorsi espositivi del piano primo, fornisce ulteriori potenzialità per l’accoglienza, l’informazione ed i servizi per il pubblico al piano terra.


La realizzazione dei locali interrati destinati a spazi di servizio, deposito, laboratori, servizi per il personale, servizi per ricercatori e studiosi, sono un elemento fondamentale per la vita futura del museo.
Tali spazi, che per ovvie ragioni di carattere storico-artistico non sono stati collocati negli ambienti conventuali, sono dunque indispensabili e necessari quanto quelli espositivi.

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La loro costruzione, oltre a rendere disponibile al museo quella necessaria superficie di servizio ed a collegare i locali interrati esistenti recentemente restaurati, permetterebbe di rendere fruibile la grande sala posta nell’interrato dell’ala sud secondo chiostro attualmente non utilizzabile in quanto priva di idonee strutture di accesso.

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