FORLI' - Sciopero benzinai, Corzani (Confesercenti): ''non partecipare vuol dire arrendersi''

FORLI' - Sciopero benzinai, Corzani (Confesercenti): ''non partecipare vuol dire arrendersi''

FORLI' - I benzinai scioperano contro la liberalizzazione. “E' incomprensibile che il ministro Bersani si sia prestato ad un gioco così basso”. Questo il commento di Giancarlo Corzani, segretario Confesercenti Forlì. Da questa sera alle 19 fino a venerdì alle 7, le pompe di benzina resteranno inattive. “ Chi comanda non sono i gestori ma le compagnie – continua il segretario - la tendenza vuole diventare quella di promuovere esclusivamente la grande distribuzione”.

Ecco la dura risposta del segretario di Confesercenti Forlì al decreto del Governo che riguarda una importante fetta di lavoratori della nostra zona. “Fino a pochi mesi fa il problema sembrava essere l'ampio numero di distributori, ora sembra che il ministro si sia mosso nella direzione totalmente opposta - replica Corzani – non c'è più l'interesse a garantire una rete di distribuzione adeguata al territorio ma a privilegiare, offrendo prezzi al consumatore di poco inferiori, i distributori abbinati a centri commerciali o bar, mettendo così a repentaglio la sopravvivenza delle piccole attività”.

Il punto di vista della Confesercenti, che si aspetta una grandissima adesione allo sciopero, è dunque quello che il governo voglia favorire una abbinamento “benzina più spesa” per promuovere due attività in contemporanea. In questo “gioco” i distributori sarebbero solo gli strumenti delle grandi compagnie, come ad esempio L'Agip. “ Se anche un piccolo benzinaio avesse voluto aprire un bar nel proprio piazzale per incrementare l'attività – continua Corzani – ci avrebbe già pensato. Il problema è che chi comanda sono le grandi compagnie”.

Del prezzo della benzina il guadagno destinato ai gestori è solo una minima parte. “Un 3 per cento – precisa il segretario Corzani – che aggiunto a circa un 60 per cento di trattenute statali crea il costo a cui vanno incontro i consumatori”. Con la liberalizzazione della rete di distribuzione, il rischio, che porta i benzinai alla decisione di opporsi, è quello non avere tutti le stesse opportunità, a vantaggio solo di chi parte in condizioni migliori, specialmente dal punto di vista della posizione. L'abbinamento con ipermercati o autogrill, ad esempio, sarebbe un grande vantaggio.

“Il problema riguarda molto da vicino soprattutto i piccoli comuni – spiega il segretario di Confesercenti – che sarebbero messi in gravissima difficoltà da questo provvedimento. Si rischia di dover percorrere chilometri e chilometri per trovare una stazione di servizio, se queste piccole attività si trovassero costrette a chiudere. Questo decreto toglie la possibilità di confronto tra le attività e non partecipare a questo sciopero vuol dire arrendersi”.


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Chiara Fabbri

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