FORLI' - Senigallia commemora Mario Preta

FORLI' - Senigallia commemora Mario Preta

FORLI' - Il 30 luglio 1955, sul circuito cittadino di Senigallia, moriva il campione forlivese Mario Preta. Il 17 novembre scorso, a cinquantadue anni di distanza da quel tragico evento, i riflettori si sono riaccesi su “Gnafin” nel salone comunale di Forlì, in occasione della presentazione del volume biografico di Luciano Sansovini, Gilberto Giorgetti e Mario Spadola “Mario Preta un campione in punta di piedi”, edito dall’associazione culturale “Otello Buscherini” in collaborazione con il Comune di Forlì.


Adesso tocca a Senigallia, la città che raccolse il suo ultimo anelito di vita, ricordarne le gesta. La commemorazione in terra marchigiana del pilota forlivese andrà in scena lunedì 21 aprile, alle 21, nell’affascinante cornice del teatro “Verdi” di Corinaldo. L’iniziativa, voluta dal “Panathlon Club” di Senigallia e dal Moto Club “Checco Costa” di Imola, sarà condotta dall’avvocato Carlo Costa, per decenni speaker ufficiale del circuito di Imola, con l’intervento del campione automobilistico Alex Zanardi e del presidente dell’associazione forlivese “Otello Buscherini”, Luciano Sansovini.


Alla famiglia Preta, rappresentata dalla sorella Edvige, sarà consegnato un trofeo alla memoria. “Gnafin”, il soprannome con cui Mario era conosciuto nel Borgo Ravaldino, morì tragicamente la mattina del 30 luglio 1955 a Senigallia, cadendo dall’inseparabile “Morini Rebello 175cc” durante una ricognizione del circuito cittadino. A tradire lo sfortunato campione fu la pioggia: Preta sbandò a forte velocità su una pozzanghera all’uscita della curva che gli sarebbe stata fatale. Per le moto erano ancora tempi pionieristici, e la sicurezza dei circuiti sarebbe diventato argomento vincente solo negli anni Settanta, con la tragica fine di campioni del calibro di Renzo Pasolini e Otello Buscherini. Nato a Pescara il 3 maggio del 1925, Mario era giunto a Forlì con la famiglia all’età di due anni al seguito del padre funzionario pubblico. Dopo alcuni anni a Bussecchio, i Preta nel 1939 si trasferiscono al civico 56 di corso Diaz.


Elettricista di mestiere, affidò la sua irrefrenabile passione per le due ruote ad un mezzo che, in quegli anni, stava ridisegnando la faccia dell’Italia: la “Vespa”. Sulla simpatica motoretta, “Gnafin” vinse la sua prima gara proprio a Forlì, in una corsa cittadina con arrivo in viale della Stazione. Poi si farà valere un po’ ovunque, ottenendo piazzamenti e successi soprattutto su “Benelli Leoncino”.


Fra le sue imprese si ricordano le vittorie nella Bolzano-Mendola, nel Circuito stradale del Mugello e, in particolare, nella Milano-Taranto del 1955, dove, su “Morini Rebello 175cc”, vinse la gara di specialità qualificandosi anche secondo assoluto, preceduto solo dalla Gilera 500cc da Gran Premio di Bruno Francisi. La morte, in quel di Senigallia, lo sorprese veramente ad un passo dalla consacrazione definitiva. Fu un destino crudele, che il 16 maggio di ventuno anni dopo, sul circuito toscano del Mugello, toccò ad un’altra vittima forlivese dello spessore sportivo ed umano di Otello Buscherini.


Piero Ghetti

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