FORLI' - Sicurezza, Forza Italia attacca: ''L'Amministrazione sottovaluta il problema''

FORLI' - Sicurezza, Forza Italia attacca: ''L'Amministrazione sottovaluta il problema''

FORLI' - “Sicurezze e democrazia nella città” è il titolo del convegno organizzato dal gruppo comunale di Forza Italia per approfondire le problematiche relative alla sicurezza stradale, in città come in tutta Italia.


A rappresentare gli azzurri tra i relatori c'erano Antonio Nervegna e Vanda Burnacci, che hanno accompagnato gli interventi di due dei massimi esperti sulla tematica: Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap (sindacato autonomo di Polizia) e Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (associazione sostenitori amici della Polizia stradale).


Tonelli ha esordito precisando che: “La sicurezza, non solo quella stradale, è oggi un problema fondamentale, accanto a quella economica. Cammina di pari passo con le garanzie democratiche. Riguarda tutti, giovani e meno giovani, e la cosa è amplificata dal fatto che in Italia viviamo una situazione, diciamo, strana. Abbiamo un impianto normativo che non sempre sembra dalla parte degli onesti; la pena dovrebbe avere anche una funzione educativa, mentre si tende continuamente a minimizzarne l’effetto o addirittura a premiare chi è nel torto”.


Tonelli ha in mente un esempio ben preciso: Sergio D’Elia. Condannato a 25 anni nel 1978 per la morte dell’agente Fausto Dionisi, ucciso durante l’assalto al carcere di Firenze, D’Elia sconta 12 anni di pena e torna in libertà per i benefici di legge. Nel 2006 viene eletto parlamentare per La rosa nel pugno: “quale giudizio di valore sarebbe questo? E quante volte vediamo abbandonati i familiari delle vittime, mentre i colpevoli sono riabilitati o elogiati?”, accusa Tonelli, che continua ricordando polemicamente: “Persone come Carlo Giuliani ancora oggi sono commemorati, ma si può scommettere che entro breve il nome Filippo Raciti ritornerà nell’anonimato”.


“E’ un fatto culturale, purtroppo. – ha aggiunto - C’è un problema di fondo nei rapporti fra cittadini e forze dell’ordine, il tutto all’interno di un modello inefficiente in quanto a rispetto delle leggi”.


Che fare? “Dovremmo riportare in primo piano gli interessi collettivi, a discapito di quelli individuali che oggi dilagano. E soprattutto rivalutare la questione della scarsità di personale delle forze dell’ordine in Italia. E’ un dato fittizio: gli apparati di Polizia sono talmente tanti e frazionati – Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale e via dicendo – che l’unico prodotto in questo senso può essere solo uno spreco di risorse, umane e di equipaggiamento, ed economico. In questa nazione abbiamo un poliziotto ogni 173 abitanti, a fronte dei quasi 300 in Francia e Germania e quasi 400 in Inghilterra:l’inizio del cambiamento dovrebbe essere l’unificazione degli apparati logistici”.


La parola passa quindi a Giordano Biserni, che aggiunge alcuni significativi dati: “Nel 2006 in Italia ci sono state 6mila vittime e 300mila feriti sulla strada; fra i 5 ed i 25 anni è la seconda causa di mortalità. Cifre impressionanti, soprattutto se confrontate con i 1200 omicidi, i 517 morti per droga ed i 1240 sul lavoro, sempre nel corso dell’anno passato in tutta la nazione. Solo a Forlì, sulle strade contiamo 50-60 morti e 3mila feriti ogni anno.
Sono notizie all’ordine del giorno che i media, ormai, minimizzano o addirittura neppure trattano. In televisione ad esempio si è sentito parlare troppo poco della settimana della sicurezza stradale, mentre spopolava ancora una volta il caso di Cogne. Eppure la strada coinvolge tutti, continuamente: è davvero un posto democratico, se si considera che ha portato via tanti comuni cittadini, ma anche personaggi illustri come Scirea, Trussardi o Lady D”.


Il perno della faccenda, nella relazione di Biserni, ruota attorno a due fattori: “Alcol e velocità. Costruiamo motori sempre più potenti, ci esaltiamo con le gare di Formula 1 e vogliamo emulare Valentino Rossi, ma la realtà quotidiana è ben altra cosa di un Gran Premio. Il trend demografico dice che gli autisti invecchiano, mentre i giovani hanno a disposizione mezzi sempre più potenti: in futuro potremmo avere patenti ‘limitanti’, che non consentano ad esempio la guida di notte oppure di vetture oltre una certa cilindrata.
E poi occorre aumentare o per lo meno fare rispettare le sanzioni e le pene: guardiamo in America quello che è successo a Paris Hilton. Ricca e famosa, ma presa al volante senza patente: 45 giorni di carcere. Da noi se la sarebbe cavata con una multa”.


Infine il parere di Antonio Nervegna, che fa il punto su Forlì: “Abbiamo tante piste ciclabili, è vero, ma spesso finiscono improvvisamente, causando pericolo per i ciclisti ed il traffico in generale. Abbiamo un trasporto pubblico che, nonostante i vari sforzi per rivitalizzarlo, non funziona: non basta fermare la viabilità e fare delle multe per convincere la gente a lasciare a casa la propria auto ed a prendere l’autobus.
Il risultato è che in materia di sicurezza stradale per numero di sinistri, morti e feriti la provincia di Forlì-Cesena svetta fra le prime della graduatoria nazionale. Un primato, negativo, che la provincia detiene anche per numero di incidenti sul lavoro in edilizia e in agricoltura. Sicurezza significa qualità della vita: dispiace davvero vedere che l’amministrazione comunale sottovaluti la problematica, anche dal punto di vista della microcriminalità, in rapida diffusione nel nostro centro storico”.

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Al riguardo Nervegna ricorda la battaglia condotta in consiglio regionale contro la normativa presentata dal centrosinistra che alleggerisce i controlli sui phone center e stravolge il testo della legge voluta inizialmente dalla CdL. “Se denunciamo questo tipo di problemi passiamo per razzisti. Ma vediamo la nuova legge sull’immigrazione che il governo ha proposto e non possiamo che preoccuparci ulteriormente”: conclude Nervegna che , rallegrandosi per la partecipazione numerosa del pubblico e l’apporto di idee fornito dagli operatori commerciali e artigianali (che sono intervenuti denunciando l’elevato grado di insicurezza che si respira anche a Forlì), lamenta però l’assenza alla manifestazione di Forza Italia dei rappresentati istituzionali di Confcommercio, Confartigianto, Confesercenti e Cna (pure inviatate a partecipare). “Come sempre sono assenti alle nostre iniziative e presenti a quelle del centro sinistra”:è il commento laconico di Antonio Nervegna.

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