FORLI' - Stasera convegno di Forza Italia sul mobbing

FORLI' - Stasera convegno di Forza Italia sul mobbing

FORLI' - Nei luoghi di lavoro il Mobbing è un fenomeno ormai molto diffuso e con effetti lesivi sulla persona: danni fisici e psicologici, disturbi psicosomatici, stati depressivi ed infortuni . In Italia le vittime sarebbero circa i milione e mezzo. E si sta espandendo molto anche nel pubblico impiego (con il 70% delle denunce secondo l'Ispesl, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) e prenderebbe di mira soprattutto i quadri intermedi (funzionari e direttivi di 45-50 anni), coloro che "hanno perso la 'battaglia politica' e devono lasciare il posto alle nuove leve politicamente emergenti". Ma altrettanto diffusa e tenace è la resistenza a riconoscere tale fenomeno. E non sempre nelle aule di tribunale – nelle inevitabili cause di lavoro che ne seguono – sono riconosciuti i diritti e il danni fisico , biologico ed esistenziale della parte lesa.


Il Mobbing ha costi economici molto elevati per le imprese e per la società: assenze dal lavoro, calo di produttività, spese mediche, prepensionamenti, invalidità ecc. Ed è anche un fenomeno pericoloso. Secondo ricerche universitarie porterebbe anche a casi limite di suicidi, omicidi o di quelle imprevedibili stragi di familiari o di gente inconsapevole che funestano anche le nostre cronache. In Italia il 13% dei suicidi sarebbe riconducibile al Mobbig .


Che fare dunque?

I consiglieri regionali di Forza Italia, con il forlivese Antonio Nervegna primo firmatario, hanno presentato un progetto di legge per "prevenire e contrastare la violenza psicologica nei luoghi di lavoro". Il mobbing consiste, secondo l'articolo 2 del pdl, in comportamenti, da parte di datori di lavoro o soggetti in posizione sovraordinata di aziende pubbliche o private, che mirano a estromettere o danneggiare un lavoratore, quali: attacchi ai contatti umani (impedimento ad esprimersi o comunicare), isolamento sistematico fisico o psicologico, cambiamento delle mansioni (dequalificazione, sottoutilizzo o sovraccarico), attacchi alla reputazione professionale e privata, attacchi alla salute (incarichi pericolosi, minacce, violenza fisica). Nel testo di legge presentato da Antonio Nervegna si istituisce in ogni provincia un Comitato contro le violenze psicologiche nei luoghi di lavoro (composto dal responsabile del servizio provinciale formazione e politiche del lavoro, rappresentanze sindacali e associazioni datoriali), che offre consulenza alle vittime, attua procedure di accertamento dei fatti, attiva procedimenti nei confronti del datore di lavoro perchè assuma misure necessarie a rimuovere azioni di mobbing comprovate.


Si prevedono poi l'applicazione di misure disciplinari in base ai contratti collettivi e risarcimenti per i "mobbizzati" e da parte di chi denuncia fatti inesistenti.

Di questo si discuterà giovedì 24 maggio nel Salone Comunale di Forlì a partire dalle ore 21, dove il Gruppo regionale di Forza Italia ha organizzato una tavola rotonda per presentare i progetti di legge sul mobbing (il primo, in ordine di tempo è stato presentato proprio da Forza Italia) attualmente in discussione all’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

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Sull’argomento si confronteranno: Antonio Nervegna Consigliere regionale di Forza Italia e primo firmatario della legge sostenuta dagli azzurri, Donatella Bortolazzi Consigliere regionale del PDCI, Patrizia Graziani avvocato responsabile Giustizia D.S. Forlì-Cesena, Elide Rusticali sindacalista Uil-FPL, e Laura Bianconi Senatrice di Forza Italia Capogruppo alla Commissione Sanità del Senato. La discussione sarà moderata da Massimo Pandolfi giornalista de Il Resto del Carlino. Parteciperà al convegno Carlo Sorgi Magistrato della Corte d’Appello di Venezia sezione Lavoro che in materia ha emesso numerose sentenze “pilota”. In particolare se ne ricorda una del 28 gennaio 2005 (la n. 28 sezione Civile del Tribunale di Forlì ) che sottolinea che, indipendentemente dalla qualificazione di danno-evento o danno-conseguenza, i comportamenti mobbizzanti posti in essere dal datore vengono immancabilmente a ledere l'immagine professionale, la dignità personale ed anche la vita di relazione del lavoratore.

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