FORLI' - Stragi Naziste, depositata la sentenza di condanna: ''Giustizia è fatta''

FORLI' - Stragi Naziste, depositata la sentenza di condanna: ''Giustizia è fatta''

FORLI’ – “Le istituzioni hanno fatto tutto il possibile: ora sarà la giustizia a fare il proprio corso”. Liviana Zanetti, assessore comunale con delega alla Pace e diritti umani, commenta con soddisfazione la sentenza di condanna all’ergastolo a carico di Heinrich Nordhorn, l’ufficiale nazista autore degli eccidi nazisti di San Tomè e Branzolino del 1944.


La sentenza è stata depositata il 12 febbraio scorso al Tribunale militare di La Spezia: a questo punto entro 45 giorni dalla notifica, l’imputato avrà la possibilità di appellarsi. Qualora dovesse farlo per avere la sentenza definitiva seriverebbero all’incirca altri tre anni.


“E’ una sentenza che non accoglie nessuna delle attenuanti presentante da Nordhorn e che riconosce come il battaglione comandato dalla Ss fosse effettivamente di stanza a San Tomè – spiega Liviana Zanetti - . La sentenza prende atto che questo eccidio fu attuato per terrorizzare la popolazione, e riconosce tutte le aggravanti, soprattutto quelle per motivi abietti. Nordhorn è stato condannato non solo all’ergastolo, ma anche all’isolamento diurno”.


Il Comune di Forlì, nel caso del processo per gli eccidi di San Tomè, ha fatto i conti “con un atteggiamento estremamente corretto e di grande professionalità da parte di tutta la stampa locale – ha fatto notare l’assessore -; non sempre queste caratteristiche sono utilizzate per altri temi, ma su questo argomento c’è stato un profondo rispetto”.

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Per la comunità forlivese si tratta comunque di una vittoria, al di là degli effetti pratici che la condanna potrà avere su un uomo che quest’anno dovrebbe compiere gli 88 anni di vita. “La pace sociale, se non si fonda sulla verità, è una pace sociale fittizia – commenta ancora Liviana Zanetti -. Questa sentenza rende giustizia alla memoria storica e al sacrificio dei forlivesi morti negli eccidi, anche se a 60 anni di distanza: perchè una verità che non emerge è sempre un caso di ingiustizia”.

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