FORLI' - Terrorismo e phone center, Nervegna (FI) accusa

FORLI' - Terrorismo e phone center, Nervegna (FI) accusa

BOLOGNA – Anche Antonio Nervegna, consigliere regionale di Forza Italia, in aula questo pomeriggio per i lavori dell’assemblea regionale, boccia il pacchetto di nuove regole per i phone center che la giunta regionale dell'Emilia-Romagna si appresta a varare con validità in tutti i Comuni.


“La normativa – afferma Nervegna - , oltre che giungere in ritardo su ogni previsione possibile e lontana dal definire uno scenario nel frattempo nuovamente fin troppo variegato e già finito nel mirino del ministero degli Interni per i pericoli connessi al terrorismo islamico, anziché diminuire i potenziali pericoli li aumenterà”.


Il motivo? Secondo il consigliere azzurro: “Da un lato la legge proposta dalla Giunta Errani propone una sanatoria – l’ennesima –dei centri attualmente irregolari e dall’altro demanda ai Comuni la responsabilità in ordine ad un problema che invece deve essere governato con una strategia univoca almeno per i 9 centri capoluogo dell’Emilia-Romagna”.


In aula Antonio Nervegna ha preso la parola ed è intervenuto affemando che la giunta di centrosinistra: “Non ha affrontato il tema con il necessario vigore, anzi: blandamente, facendo intendere che il problema sia stato sottovaluto o peggio non è conosciuto.

“A mio parere –ha aggiunto Nervegna - non vengono date risposte a coloro tra commercianti e cittadini residenti vicino i phone center che devono subire una convivenza senza controlli nè garanzie”.

Il gruppo regionale di Forza Italia ha spiegato che “Da parte dei consiglieri di Fi non c’è intento punitivo ma soltanto la richiesta accorata e civile di applicare regole certe per contrastare un utilizzo improprio delle attività” .

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“E’opportuno – conclude Nervegna - ottemperare le diverse esigenze degli utenti, degli stessi operatori del settore, ma anche dei cittadini residenti garantendo loro la quiete pubblica”. Grazie all’ostruzionismo, in questa seduta del consiglio regionale la legge contestata non vedrà la luce. Se ne riparlerà non prima di tre settimane. “Nell’auspicio – conclude Nervegna - che nel frattempo la normativa si possa migliorare”.


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