FORLI' - Tribunale in tilt per un armadio rotto

FORLI' - Tribunale in tilt per un armadio rotto

FORLI’ – Un Tribunale in ginocchio per colpa di 420 euro più Iva. Si respira aria di festa ai tre piani del palazzo di giustizia, ma non per quegli avvocati, giudici e cancellieri che in questi giorni dovevano affrontare delle udienze monocratiche. Sì, perché i fascicoli non ci sono, chiusi ermeticamente dentro un armadio meccanico che è rotto dal 6 dicembre. Ma per aggiustarlo, alla cifra di 500 euro, si deve attendere l’autorizzazione del Ministero di Giustizia.

I pm non hanno quindi la documentazione per partecipare alle istruttorie dei processi. Qualche patteggiamento, oblazione o ritiro di querela è stato fatto, certo, ma non tutto il resto, passato ad altra data con un rinvio secco. Da qualche giorno, quindi, gli avvocati arrivano in tribunale e trovano in aula solamente il giudice. Il tavolo dell’accusa è vuoto o i pm onorari sono privi dei fascicoli dei vari casi da trattare. E tutto salta.

Non perché mancano i soldi per pagare i vice-procuratori onorari (questo è un altro problema, anche abbastanza sentito), ma perché non è ancora arrivato l’ok da Roma per l’intervento della ditta che, da Milano, dovrebbe venire a sistemare il gigantesco armadio che contiene l’archivio della Procura. Non solo si è rotto il suo motorino elettrico, ma è anche bloccata la rotella che avrebbe permesso di poter estrarre a mano i fascicoli.

Il tribunale è andato quindi in tilt per una spesa, già preventivata, di 420 euro più Iva e lungo i corridoi del palazzo si ironizza su un’ipotetica colletta di Natale per sbloccare la situazione. Giovedì mattina gli avvocati e i dipendenti del palazzo di giustizia non parlavano d’altro, prendendo spunto da questo piccolo inghippo, che si è tramutato in un disagio di non poco conto, per ricordare tutti i problemi della giustizia.

E’ una legge del 2003, riguardante le spese di giustizia, ad imporre che il finanziamento e il relativo nulla osta giunga direttamente da Roma, anche se questo rallenta tutta la “macchina” ed è necessario attendere due settimane per poter aggiustare uno strumento fondamentale come l’archivio per una spesa di poco più di 500 euro.

Per far muovere il Dicastero del guardasigilli e far arrivare al più presto l’autorizzazione non sono bastate le lettere inviate dalla Procura. Quell’ok non è ancora partito e, ormai, si parlerà di fascicoli e processi sono dopo Natale. Qualcuno, sorridendo, si è augurato che si tratti del Natale di quest’anno e non del prossimo.

lisa tormena

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