FORLI' - Un romanzo tutto forlivese:

FORLI' - Un romanzo tutto forlivese:

FORLI’ – Foschi Editore è una giovane casa editrice nata sul territorio del forlivese, il cui simbolo è quello dello scarabeo un’animale che sin dall’antico Egitto “conobbe una grande fortuna per la sua forza propiziatoria”. Partendo da questa forte valenza figurativa Foschi, nata da una costola di Experta S.p.A., ha scelto l’insetto mitologico come logo del proprio marchio, perché simbolo di trasformazione, evoluzione e saggezza. Queste la carta di presentazione dell’editrice romagnola nata dall’impegno di voler promuovere la letteratura italiana contemporanea, dando spazio ai giovani autori che troppo spesso, nonostante la qualità delle loro opere non trovano uno spazio sul mercato. Marco Galizzi, invece, è un giovane pittore, nato a Forlì nel 1966, veterinario di professione, dedito alla scrittura. La collaborazione fra queste due realtà ha portato alla pubblicazione, all’inizio di quest’anno, de “Il canto della Rondinaia” il primo romanzo di Galizzi, presentato lo scorso 4 marzo al “Caffè letterario” di Forlì.

Il racconto si svolge nel forlivese, chiaro tratto autobiografico dello scrittore che parte dalla sua realtà quotidiana per dare vita ad un mondo onirico, parallelo, un viaggio nella mente dove talvolta, paradossalmente, si viene a contatto con la vita vera.

Questa “magica” storia fatta di incontri strani, ma decisivi, potrebbe essere considerata una sorta di romanzo di formazione, un viaggio simile a quello di “Alice nel paese delle Meraviglie”, dove in un gioco di personaggi stravaganti, avventure fantastiche e surreali, il protagonista matura ed impara qualcosa di più sulla vita.

Il breve romanzo del pittore forlivese, narra di una leggenda legata alla Rondinaia, un vecchio rudere nei pressi di Santa Sofia, dove durante la seconda guerra mondiale alcune donne dette le “rondinelle”, curavano e regalavano un po’ d’amore ai partigiani, impegnati a combattere per la libertà della patria. Quel luogo, da molti considerato la casa del peccato, diviene nell’immaginario di Galizzi una fortezza di amore e generosità, dove il protagonista assieme ai peculiari personaggi che incontra nel suo cammino va a ricercare il perché della vita, l’essenza del tutto.

Scritto in prima persona, come se si volesse dare maggior credibilità a quell’”assurda” storia, il romanzo provoca nel lettore una forte sensazione di disagio e curiosità, perché cade il principio di razionalità e ci si deve fare guidare in quei mondi sconosciuti dove tutto è familiare ma nulla conosciuto; così come il protagonista il lettore viene accompagnato, attraverso fatti apparentemente casuali, alla scoperta di una serie di coincidenze che legano tutti i luoghi ed i personaggi ad uno strano simbolo: il cuore a riccio. La mente si sente persa in quel racconto dove la logica va dimenticata e bisogna camminare sul filo della fantasia, alle origini della vita, alla scoperta di noi stessi, solo allora si scopre il piacere del romanzo.

La scrittura di Galizzi è vivace, semplice, con l’uso di una sintassi breve che dà maggior ritmo al racconto. Le descrizioni di luoghi e persone sono reali e dettagliati, perciò contrastano in modo assoluto con l’atmosfera del racconto, sempre tesa fra enigma e suspence, causa di un’inquietudine che rimane intatta fino alla fine del romanzo.

Lasciando libera la fantasia del lettore di immaginare il finale che, come un gioco di scatole cinesi termina com’era iniziato ma con una maggior consapevolezza del mondo da parte del protagonista, Galizzi crea un’originale narrativa che, pur non avendo gli stessi mezzi espressivi, ha forse l’intenzione di avvicinarsi al realismo magico.

Interessante è l’uso cromatico della parola, che approssima la scrittura del veterinario forlivese, a quella dei poeti modernisti, dando un’enorme importanza alle descrizioni dei colori ed accostando la prosa alla poesia tramite l’utilizzo della metafora. Egli trasforma l’intero racconto in una enorme metafora la cui interpretazione porta alla comprensione della sua visione dell’esistenza: complessa, intrigante e assai sorprendente per ogni essere umano.


Le persone che sono interessate alla pubblicazione di un’opera inedita possono mandare il manoscritto a: inedito@foschieditore.com

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Jenny Laghi

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