FORLI' - Unico aeroporto in Romagna? Relizzazione complicata

FORLI' - Unico aeroporto in Romagna? Relizzazione complicata

FORLI’ – La proposta di Confindustria di dare vita ad un unico aeroporto in Romagna, unendo così quelli di Forlì e Rimini, riducendo i costi e ottimizzando gli investimenti, ha suscitato pareri discordanti. Certamente si tratta di una proposta futuristica, anche perchè la locazione alternativa sarebbe Cervia, precisamente la base militare di Pisignano. “E’ un sogno che deriva da un ragionamento logico”, commenta il direttore di Seaf, Rodolfo Vezzelli.

Come la proposta non è piaciuta al presidente della Regione, Vasco Errani, che, intervenendo al convegno, ha fatto notare che occorre continuare sulla strada percorsa, ossia quella della "rete degli aeroporti che ci sono", così ha espresso la sua contrarietà l’assessore del Comune di Forlì all’aeroporto, Elvio Galassi, puntando il dito verso Confindustria: “Si parla di due scali perfettamente inseriti nel territorio, la posizione dell’amministrazione resta ferma sull’impossibilità di accogliere una tale proposta. Sarebbe meglio che Confindustria si impegnasse a collaborare con gli aeroporti che già esistono”.

Posizione più realistica quella del presidente di Aeradria, società di gestione del “Fellini”, Massimo Masini: “Credo che adesso sia importante concentrarsi sulla firma del protocollo d’intesa tra i due aeroporti romagnoli, ora si tratta di andare oltre le difficoltà per lavorare insieme, portando più voli e più numeri e, sul piano organizzativo, ottimizzando la gestione. La proposta di un unica struttura mi lascia perplesso perchè credo sia più facile a dirsi che a farsi. Parliamo di due infrastrutture con caratteristiche diverse. Ovviamente mai dire mai”.

“La locazione cervese sarebbe certamente vantaggiosa per tutto il territorio – afferma Vezzelli – una pista di volo lunga 3 km, la lontananza dai centri abitati, ma allo stesso tempo la vicinanza a tutte le mete turistiche e non solo. Questo è un progetto che andrebbe portato avanti partendo da una decisione della politica locale, dopo uno studio sulla viabilità. I tempi di realizzazione sono incalcolabili, tenendo conto che si parla di una base militare attiva”.


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