FORLI' - Unità di valutazione multidimensionale, fiore all'occhiello della sanità forlivese

FORLI' - Unità di valutazione multidimensionale, fiore all'occhiello della sanità forlivese

FORLI’ - Primi in Italia a mettere in campo un pool multidisciplinare di professionisti chiamati a valutare, consigliare e indirizzare il paziente che dalla fase acuta della malattia passa a quella post acuta. L’Unità di valutazione multidimensionale è il fiore all’occhiello, per il 2008, del Dipartimento del post acuto e della riabilitazione dell’Ausl di Forlì. La struttura diretta dal dottor Germano Pestelli ha tuttavia in cantiere anche altre iniziative, volte ad offrire ai cittadini un servizio sempre più rispondente ai criteri di essenzialità, tempestività e qualità. Entro l’anno, partiranno infatti i nuovi percorsi per quanti soffrono di scompenso cardiaco e di broncopatia cronica ostruttiva (Bpco), così da ridurre il numero di accessi al Pronto Soccorso e di ricoveri impropri, inoltre saranno creati il Day-hospital/Day-service per la gestione globale del paziente post acuto e l’unità dipartimentale per la riabilitazione territoriale.


«Il nostro Dipartimento ha la mission di gestire i pazienti convalescenti in uscita dalla degenza per acuti – illustra il direttore – nell’ottica delle cure intermedie proprie del percorso dell’ospedale hig-care». La gamma di patologie trattate è estremamente varia: dagli esiti di ictus cerebrali con deficit motori a quelli di interventi chirurgici di tipo ortopedico, sino agli anziani fragili e quanti hanno bisogno di riabilitazione generica o specifica. In tutti questi casi, l’obiettivo è uno solo: «Creare all’interno della degenza ospedaliera un percorso il più appropriato possibile, in grado di portare i pazienti dall’acuto al post acuto nel miglior modo e nel minor tempo».


E’ proprio per questo che è stata avviata e verrà perfezionata nei prossimi mesi l’Unità di Valutazione Multidimensionale, il cui principale compito è gestire in modo programmato il passaggio dei malati dall’acuto al post acuto e la loro dimissione, aiutando così sia i professionisti ospedalieri sia la famiglia. «L’unità, formata da vari professionisti, quali il geriatra, il fisiatra, l’internista del post acuto, l’infermiere case manager, il terapista e l’assistente sociale, prende in carico il paziente nelle prime 24-48 ore dal ricovero in acuto – illustra Pestelli – la presenza di svariate competenze all’interno del pool consente una disamina globale del soggetto, valutato dal punto di vista assistenziale, sociale, sanitario e funzionale». Il risultato è la creazione di un percorso personalizzato, con l’unità che, in base alle sue condizioni, decide dove destinare il paziente: alla famiglia, fornendo, se necessario i necessari supporti, quali ausilii o assistenza domiciliare integrata, oppure a una struttura protetta. Nessun ospedale, in Italia, può vantare una simile organizzazione. «A livello nazionale è una novità assoluta – spiega il direttore – percorsi simili esistono solo in Inghileterra, Svezia e Danimarca».


Un altro progetto su cui il Dipartimento scommette molto sono i percorsi per facilitare la presa in carico di quanti soffrono di scompenso cardiaco e Bpco. La loro attivazione è prevista entro l’anno, dapprima nelle sedi periferiche di Forlimpopoli e Santa Sofia, più tardi a Forlì. «La persona afflitta da problemi di scompenso cardiaco, una volta terminata la fase acuta e tornata a casa, resta a rischio di ricadute – dichiara Pestelli – in questo caso, sono due gli scenari possibili: accesso al Pronto soccorso o richiesta di un nuovo ricovero, con conseguente intasamento del sistema ospedaliero per acuti. Affinchè ciò non accada, occorre che questo tipo di paziente sia seguito sul territorio da un pool di professionisti che, in collaborazione col medico di famiglia, facciano da intermediari rispetto all’acuto». In pratica, si tratta di introdurre una nuova figura, quella dell’infermiere case-manager, cui i pazienti scompensati possano rivolgersi qualora avvertano i sintomi del riacutizzarsi della malattia, evitando così di andare al Pronto Soccorso o dal medico di famiglia.

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Una novità è rappresentata anche dalla costituenda unità operativa dipartimentale di riabilitazione territoriale e dal relativo modulo territoriale di medicina post acuti, che consentirà sia di dare continuità assistenziale e clinica ai pazienti dimessi sia di garantire una più rapida gestione dei controlli domiciliari e della correttezza dei percorsi del sistema territoriale. Da sottolineare anche la creazione, entro il 2008, di un Day Hospital/Day Service Dipartimentale che dovrà aprirsi a tutta la gestione del paziente post acuto, divenendo un «punto di riferimento per tutti i pazienti post acuti/non acuti/cronici a rischio riacutizzazione».



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