Forlimpopoli celebra il centenario della morte di Pellegrino Artusi

Forlimpopoli celebra il centenario della morte di Pellegrino Artusi

Forlimpopoli celebra il centenario della morte di Pellegrino Artusi

FORLIMPOPOLI - Il 1 aprile di cent'anni fa arrivava a Forlimpopoli il telegramma che annunciava la morte di Pellegrino Artusi, all'età di 91 anni. E proprio domani (venerdì 1 aprile) prendono il via a Forlimpopoli le celebrazioni del Centenario dell'illustre cittadino, aperte mercoledì scorso nella città di Firenze.  Subito succulento il piatto della prima giornata, che si apre alle 15,30 in piazza Garibaldi con una degustazione di ricette artusiane alla lampada

 

a cura degli Istituti Alberghieri di Forlimpopoli, Cervia e Castel San Pietro Terme e l'Associazione dei Maitres d'Hotel. Alle 16,30 ci si trasferisce a Casa Artusi con l'inaugurazione della mostra documentaria "Pellegrino Artusi: la cucina domestica e i ricettari di casa", curata da Rino Pensato, bibliografo di chiara fama, e da Antonio Tolo, direttore della Biblioteca Comunale Artusi di Forlimpopoli.

 

L'esposizione vuole presentare l'opera innovativa di Artusi nel contesto più generale della gastronomia (e dei libri di gastronomia) italiana, immediatamente prima e dopo la comparsa, nel 1891, de La scienza in cucina. Protagonisti sono i ricettari domestici organizzati in tre aree tematiche e cronologiche: Verso una cucina domestica, che riunisce quei ricettari ottocenteschi che, per primi, si rivolgono a cuochi e cuoche non professionisti; Il ventennio artusiano, che esibisce documenti che testimoniano dell'impatto che il manuale di Artusi ha avuto sulla produzione editoriale di ricettari nel periodo (1891-1911) in cui l'autore ha pubblicato il suo libro, ampliato e revisionato per ben 15 edizioni; Dopo Artusi: i ricettari di casa e per la famiglia, nel quale sono raccolti i tanti tipi di ricettari domestici che si sono sviluppati a partire da La scienza in cucina: dai ricettari "della nonna" veri e propri (che raccolgono le ricette di una specifica casa o famiglia), ai ricettari "economici", che insegnano, fedeli al dettato artusiano "igiene-economia-buon gusto", a fare una buona cucina con i prodotti, anche umili, disponibili sul mercato. L'esposizione sarà ospitata fino al 30 aprile (lunedì-mercoledì-venerdì: 14-19; martedì-giovedì-sabato: 8.30-12.30).
Alle 17,00 sempre a Casa Artusi, prende il via la terza sessione del convegno, "Artusi 100 - Il Secolo Artusiano", che porrà l'attenzione sull'influenza dell'Artusi nella storia d'Italia, con interventi di Lucia Rodler (Università Milano), Marianna Franchi (Università Pisa), Bruno Capaci (Università Bologna), Giovanna Frosini (Università Siena), Piero Meldini (studioso), Giuseppe Bonura (Università Siena). A presiedere sarà lo studioso Alberto Capatti. Il convegno ospiterà la sua ultima sessione sabato 2 aprile alle 10,00 a Casa Artusi.


La sera alle 21,00 al Teatro Verdi ci sarà la presentazione del documentario "Pellegrino Artusi l'Italia è servita", del regista Mauro Bartoli (soggetto di Laila Tentoni e Antonio Tolo), che vede la partecipazione di Massimo Bottura, Alberto Capatti, Denio Derni, Massimo Montanari, Valentino Marcattili, con le musiche originali della Scuola di musica popolare di Forlimpopoli.
Alle 21,30, sempre al Teatro Verdi, anteprima nazionale dello spettacolo teatrale, "L'Italia è servita", una commedia in un unico atto, scritta e interpretata da Denio Derni con la regia di Enrico Messina. "L'Italia è servita" racconta la vita di Pellegrino Artusi e la storia dell'unità d'Italia vista da dietro le persiane dell'intimità domestica di colui che ha unito gli italiani a tavola. Tratto dall'autobiografia di Pellegrino Artusi e da brani di "La scienza in cucina", da testi dell'amico antropologo Paolo Mantegazza e di Olindo Guerrini, quello che viene presentato è uno spaccato dell'humus storico e culturale che diede origine al manuale di cucina più famoso d'Italia. I tre attori impersonano tre generazioni che si misurano con l'eredità artusiana, realizzando in scena la celebre ricetta dei "Cappelletti all'uso di Romagna". Vista l'ampia adesione di pubblico, lo spettacolo sarà replicato sabato 2 aprile alle 16,30 sempre al Teatro Verdi (ingresso libero).

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -