Forlimpopoli, cena col duce. Frassineti: "E' difficile essere sindaco di Predappio"

Forlimpopoli, cena col duce. Frassineti: "E' difficile essere sindaco di Predappio"

Frassineti in mezzo ai sindaci delle città di Fondazione

Sono molto addolorato su quanto sta avvenendo per la cena a Casa Artusi. Le parole che leggo sui giornali sono parole che mi addolorano. C'è chi mi accusa di riabilitare Muasolini. La mia vita parla per me. A Casa Artusi da parte mia non c'è nessun tentativo di riabilitazione di Mussolini. Anzi. Sono Sindaco di Predappio da 8 mesi, e assicuro che non sempre facile. Intendo raccontare come da anni le amministrazioni comunali di Predappio, di sinistra fin dal dopoguerra, si trovano a gestire il peso di una memoria ingombrante (dai pellegrinaggi dei «nuovi fascisti» alla tomba del Duce sino alla vendita dell'oggettistica più truce); e far chiarezza sulla Predappio dei nostalgici e quella  storica, sull'eredità che si ritrova a vivere.


Da Predappio si ha la netta sensazione di un'Italia che stenta dopo più di sessanta anni a guardare la propria storia per combattere tutti i fascismi. Da Predappio è impossibile non riflettere sulla correttezza e la banalità con la quale quotidianamente si torna a disquisire su fascismo ed  antifascismo, a stretto uso e consumo di chi non ha alcuna intenzione di meditare su ciò che è  stato e non deve più essere.


Io sono stato invitato a parlare di Mussolini solo perché sono il Sindaco di Predappio, città in cui è nato ed è sepolto. La cena non l'ho organizzata io. Non sono un esperto storico. Sono un Geologo e non un biografo di Mussolini. Un mese dopo essere diventato sindaco, per il solo fatto di aver detto che le processioni dalla piazza al cimitero in occasione delle ricorrenze mussoliniane che si svolgono a Predappio non mi piacciono, è successo il finimondo e sono finito in tutte le pagine nazionali dei quotidiani. Mi hanno attaccato accusandomi di essere contro il turismo. Quando ho contribuito a creare l'Associazione delle città di fondazione del 900 assieme ad altre realtà italiane ugualmente mi sono piovute addosso critiche accusandomi di coprire con l'architettura un tentativo revisionista della storia.


La mia condanna su Mussolini ed il fascismo è netta. Chi mi conosce lo sa. Ma devo difendere tutti i giorni il mio antifascismo. Andate a vedere su internet. Ci sono gruppi di discussione di destra e si sinistra con decine di interventi che disquisiscono su quanto sono comunista ed antidemocratico, oppure di come ho rinnegato la difesa dei valori democratici. C'è poi addirittura un signore che non conosco, che perde tempo a disegnare le mie caricature e le pubblica sul sito. Mi accusano di tutto, da tutte le posizioni politiche.


E vivo tutti i giorni la grande responsabilità che ho sulle spalle facendo il Sindaco di Predappio. Tutte le settimane vengo intervistato da giornali italiani ed europei di grande tiratura in copie. In otto mesi sono stato intervistato da 5 televisioni di cui 3 straniere, e due interviste telefoniche  alla Radio. Perché un giornale come "Vanity Fair" mi viene ad intervistare? Perché il quotidiano francese "Le Monde" mi mette in prima pagina? Perché i lettori del "Times" devono essere interessati all'esperienza di un sindaco italiano di un paese di 6500 abitanti?


La risposta è che si parte da Predappio per tentare di spiegare quanto avviene oggi in Italia, cercando di individuare un percorso coerente e  leggibile. I giornalisti e gli storici che vengono a Predappio cercano se non proprio l' origine, almeno il punto di diramazione, il cespite da cui sgorgano quei rivoli tipicamente italiani che furono (e sono, oggi, presenti e maleodoranti come mai  prima...) il fascismo, il qualunquismo, il berlusconismo e da cui fioriscono quei mille rivoli individuali ma coerenti, perfettamente coesi e, soprattutto, sostanzialmente conformi a un prototipo, anche se con differenze di acconciatura che non possono trarre in inganno.


Il continuo appello agli italiani che ci tortura da decenni come il ticchettio di un rubinetto sfasciato è fondamentale nella sceneggiata: da Mussolini fino a Berlusconi è tutto un chiamare alle armi e un proclamare "Gli italiani sono con me!". E gli italiani, effettivamente, non deludono mai e rispondono puntualmente, abbaiando in coro, all'ululato del capobranco. Più il capobranco ulula  forte, più loro abbaiano.


E' una specie di riflesso automatico nazionale. Vi invito  a leggere Geert Mak. Nel suo libro "In Europa", traccia una mappa completa e affascinante del nostro continente, in cui disegna una geografia europea fatta interamente di città. E' un viaggio attraverso il XX secolo in cui raccoglie 300 impressioni di viaggio pubblicate per un anno quotidianamente Nel 1999, alla fine del millennio, Geert Mak parte dalla stazione centrale di Amsterdam per un'avventura straordinaria tra i luoghi dove si è fatta la storia d'Europa, dalle due guerre mondiali alla cortina di ferro, dalle  metropoli moderne ai piccoli villaggi: la Parigi dell'Esposizione universale del 900, fino a a Srebrenica e Sarajevo, nei Balcani coscienza nera dell'Europa di fine millennio.


I luoghi italiani di questa geografia sono una decina. E Predappio c'è. Predappio quindi in questo senso fa parte della memoria dell'Europa, e noi dobbiamo sempre ricordarlo. Predappio è importante per capire il passato, per capire la storia, per capire l'Europa. Per capire l'Italia di oggi. Se ci riconosciamo possiamo affrontare con consapevolezza il futuro, e sapere come combattere tutti i fascismi. Per i nostri figli.


Giorgio Frassineti

Sindaco di Predappio

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di manVel
    manVel

    Pace: che ti piaccia o no, Mussolini fa parte della storia. Sei libero di non andarci, come io non andrei ad una "cena con Stalin", una "cena con Che Guevara", ma di certo non mi permetterei di dire di non organizzarle....

  • Avatar anonimo di Pace
    Pace

    Caro sig. sindaco di Predappio, ho letto con interesse questa sua lettera. Noto che è per lei un disagio il turismo neofascista e l'oggettistica "truce" in vendita nel suo paese. Ma allora, mi domando, perchè pubblicizzare gli ottimi prodotti enogastronomici di Predappio utilizzando il nome di Mussolini? Non esisteva un altro predappiese degno, a cui intitolare la serata? Capisco che non l'abbia organizzata lei la serata, ma magari poteva riflettere un attimo prima di accettare di partecipare, no? Non si parla di rimuovere un fatto storico, che è sempre lì, attualissimo, che pesa come un macigno sulla nostra povera Italia. Ma davvero le è sembrata una scelta opportuna questa della "a cena con Mussolini" per promuovere i buoni vini di predappio???!!!

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