Forlimpopoli: �Mani di questa terra� per la buona cucina emiliano-romagnola

Forlimpopoli: “Mani di questa terra” per la buona cucina emiliano-romagnola

FORLIMPOPOLI - Prendere i turisti per la "gola" è una delle opportunità offerte dall'enogastronomia regionale di qualità. Opportunità che sempre più spesso viene colta dai ristoratori più attenti della Riviera emiliano-romagnola e dell'entroterra, perché il cibo è sempre più un elemento fondamentale nella scelta di una meta turistica.

 

A conferma di ciò la disponibilità dell'Assessorato regionale all'Agricoltura di continuare il ciclo di incontri iniziato nel 2009 per informare e aggiornare i ristoratori emiliano-romagnoli sui temi della qualità e del marketing di territorio è ripartita da Forlimpopoli, nella terra di Pellegrino Artusi.

 

A Casa Artusi a Forlimpopoli erano presenti una cinquantina di operatori dell'ospitalità che hanno potuto confrontarsi sui temi proposti dal progetto: "Il Manifesto della Buona Cucina L'incontro ha preso avvio con una introduzione a cura dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, a seguire gli interventi del Prof. Giancarlo Dall'Ara dell'Università di Perugia sul tema "Marketing del territorio e cultura dell'accoglienza", a seguire l'intervento di Andrea Carlini, responsabile Assicurazione e Controllo Qualità del Gruppo MARR, che ha parlato dell'argomento "Quanto costa in più «servire qualità»?". Sono poi intervenuti i rappresentanti del Consorzio del Parmigiano-Reggiano e dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e l'agronomo Daniele De Leo che ha tracciato il quadro regionale delle DOP e IGP e dei vini DOC.

 

L'Emilia-Romagna è una regione ricca di prodotti tipici e a qualità certificata: ben 31 tra DOP e IGP, senza contare i vini DOC (20 le zone), una DOCG e le IGT. Prodotti di grande qualità, famosi in tutto il mondo, come il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano e gli Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e di Reggio-Emilia. Questi prodotti, insieme al territorio di cui sono espressione, sono e devono sempre più costituire il vero, grande valore aggiunto di un'enogastronomia di qualità. Una proposta e una sollecitazione che la Regione rivolge ai ristoratori attraverso strumenti fortemente comunicativi come il Manifesto.

 

Il dibattito, intenso e reale, si è focalizzato proprio sui temi dell'ospitalità e della ristorazione in zone turistiche. Conoscere il territorio e i suoi prodotti: saperli raccontare e farli entrare nei menù, il territorio e il cibo come nuove "esperienze" e come nuove opportunità per fare marketing, quanto costa servire qualità, il cibo è brand turistico, sono alcuni dei temi di fondo su cui si è sviluppato il confronto.

 

Alla fine dell'incontro è stato offerta una degustazione a base di prodotti e vini dell'Emilia-Romagna.

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