FORMAZIONE - Accordo tra Regione e Province, in campo 330 milioni di euro

FORMAZIONE - Accordo tra Regione e Province, in campo 330 milioni di euro

BOLOGNA - Un accordo tra la Regione e le nove Amministrazioni provinciali per individuare gli obiettivi condivisi e attribuire le risorse per il sistema formativo e per il lavoro. Un nuovo strumento di governance, che si è reso necessario per migliorare l'integrazione tra i diversi livelli istituzionali, vista la crescente complessità del sistema regionale e del contesto locale, nazionale e sopranazionale. L'accordo, siglato dalla Giunta regionale e dalle Giunte provinciali, ha infatti lo scopo di realizzare una effettiva condivisione e di coordinare le competenze di programmazione generale e territoriale attribuite dalla normativa a Regione e Enti locali, in attuazione di quanto previsto dalle 'Linee di programmazione ed Indirizzi per il sistema formativo e per il lavoro 2007-2010'.

"Si tratta innanzitutto di guardare ai giovani, alle donne, agli over 45, agli immigrati: queste sono sostanzialmente le quattro cruciali priorità della nostra Regione, in termini di supporto alle competenze e all'ingresso nel sistema dei saperi e della conoscenza- ha detto l'assessore regionale alla Formazione e al lavoro, Paola Manzini - Lo dobbiamo fare sapendo che l'Emilia-Romagna ha un sistema di piccole e medie imprese, e quindi raggiungere l'obiettivo di competitività richiesto dal Fondo Sociale Europeo significa mettere strettamente in sinergia il capitale umano con la capacità di adattamento e innovazione delle imprese della nostra regione. Questo è quello che cerchiamo di fare con questo accordo, uno strumento di governo molto stretto tra Regione e Province che definisce in modo puntuale le risorse e le azioni prioritarie su cui si impegnarsi".

Con l'Accordo Regione e Province si impegnano ad esercitare le proprie competenze e funzioni secondo i principi della collaborazione istituzionale reciproca, a promuovere i principi del partenariato interistituzionale nelle relazioni con le autonomie locali e le altre istituzioni autonome, oltre che ad assumere la concertazione sociale ai diversi livelli territoriali quale strumento strategico per il governo delle materie previste dal documento.
All'Accordo seguiranno nove Intese triennali, tra la regione e ciascuna Provincia, che tradurranno gli obiettivi strategici regionali in specifiche priorità provinciali.

Le risorse a disposizione, circa 330 milioni di euro provenienti dalle risorse del Fondo sociale europeo, saranno attribuite alla programmazione provinciale e regionale in relazione agli obiettivi fissati, tenendo conto delle differenti competenze, dei contesti socio-economici propri di ciascun territorio provinciale e degli ambiti di maggiore criticità.
Di questi 330 milioni, quasi 150 sono destinati alla programmazione provinciale, oltre 85 milioni per la programmazione regionale, rivolta in particolare allo sviluppo delle attività di innovazione e ricerca; altri 95 milioni di euro sono destinati alla formazione dei giovani e alla costruzione del sistema formativo.
A queste si aggiungono risorse nazionali per 16 milioni di euro per la formazione continua, 2,4 milioni per le azioni nell'ambito dei congedi formativi di cui alla legge n. 53/2000.

Per attribuire le risorse ci si è basati su specifici indicatori, in particolare i dati socio-economici e di popolazione e i target individuati come obiettivi nella Strategia di Lisbona.
La quantificazione delle risorse per ciascuna Provincia è l'esito di un processo di analisi che tiene conto delle competenze e delle funzioni di ciascun soggetto, degli obiettivi specifici e delle azioni programmabili e finanziabili e dell'individuazione e quantificazione dei potenziali destinatari.




GLI AMBITI PRINCIPALI DI INTERVENTO:
- la costruzione di un sistema di istruzione e formazione professionale, per perseguire il successo formativo di tutti i giovani, attraverso attività di orientamento e la costruzione di un'offerta formativa plurale per dare ad ognuno l'opportunità di portare a termine il proprio percorso;
- il sostegno alla ricerca e alla promozione dei processi di trasferimento tecnologico nelle imprese;
- l'investimento nelle azioni finalizzate all'innalzamento delle competenze di tutti i cittadini e i lavoratori;
- la realizzazione di un sistema integrato di sicurezza del lavoro e di miglioramento della qualità della vita lavorativa.
Nell'ambito di queste direttrici di intervento, si inseriscono trasversalmente le priorità delle pari opportunità e dell'interculturalità.
/BM


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