Formazione, già impegnati dalla Regione 339 milioni di euro

Formazione, già impegnati dalla Regione 339 milioni di euro

Formazione, già impegnati dalla Regione 339 milioni di euro

Sono 339 milioni di euro le risorse del Fondo Sociale Europeo già impegnate dalla Regione Emilia-Romagna alla fine del 2009, pari al 42% del totale del piano finanziario per il periodo 2007-2013. Un dato che conferma l'efficienza della Regione e delle Province nella programmazione e nell'utilizzo delle risorse comunitarie per innalzare la competenza delle persone e delle imprese, e la capacità di realizzazione degli interventi da parte del sistema degli enti attuatori.

 

Nei tempi previsti dai regolamenti comunitari si chiude anche la programmazione comunitaria 2000 - 2006 con la presentazione del rapporto finale di esecuzione e la certificazione finale delle spese, che attesta il pieno utilizzo delle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea. 


Sono alcuni dei dati presentati dalla Regione Emilia-Romagna questa mattina a Bologna al Comitato di Sorveglianza, l'organismo previsto dai regolamenti comunitari con il compito di accertare la qualità e l'efficacia dell'attuazione del Programma Operativo Regionale, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.  


"Con il Fondo sociale europeo l'Unione europea dimostra che per uscire dalla crisi bisogna investire nella formazione, nella crescita e nella qualifica delle persone - ha detto l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi - Dal 2007 ad oggi abbiamo messo in campo interventi che hanno coinvolto circa 140 mila persone, un numero molto alto che significa che tutti i lavoratori in difficoltà hanno trovato una risposta, che i centri per l'impiego hanno coinvolto più dell'80% di queste persone, a cui hanno offerto occasioni non solo di formazione ma anche di forte riferimento. Questi interventi servono per consolidare le persone, per farle sentire parte attiva di un mondo in crescita e devono servire alle aziende per rilanciare la loro produttività".
Il Comitato di Sorveglianza è composto dalla Commissione dell'Unione Europea, dai Ministeri competenti in materia, dalle Province emiliano-romagnole, dalle Parti sociali regionali, dalla consigliera regionale di Parità, ed è presieduto dall'assessore regionale Bianchi. All'incontro odierno erano presenti Jader Canè e Pietro Tagliatesta della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità della Commissione europea e Rosita Caputo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Al Comitato di Sorveglianza sono stati presentati il Rapporto annuale di esecuzione relativo all'anno 2009 della programmazione 2007-2013 e il Rapporto finale dell'intera programmazione 2000-2006 e, più in generale, si è data evidenza alle azioni intraprese e ai risultati conseguiti nell'ambito della programmazione delle politiche della formazione e del lavoro cofinanziate dal Fondo sociale europeo.

Programmazione 2000-2006
Grazie all'efficienza dimostrata nelle precedenti programmazioni e al premio che la Commissione europea le ha riconosciuto nel 2004 per la miglior performance in Italia, l'Emilia-Romagna nel periodo 2000-2006 ha potuto contare su uno stanziamento di Fondo sociale europeo quasi doppio rispetto al periodo 1994-1999, mantenendo al contempo la qualità e la capacità di programmazione, di attuazione e di spesa.


A chiusura del Programma la Regione ha certificato un costo totale di 1.335 milioni di euro, pari al 101% delle risorse programmate nel piano finanziario dell'intero periodo, avendo investito sulle stesse priorità e linee di azioni anche risorse proprie, che hanno consentito la realizzazione di 35.570 azioni di formazione e per l'inserimento lavorativo.


Sono oltre un milione le persone che hanno partecipato, in prevalenza donne, giovani e occupati. Sul totale di 1.156.729 l'analisi dei profili evidenzia come il 51,5% sia rappresentato da donne. Prioritaria è la fascia di età 15 - 19 anni (25,2%) seguita da quella 35-44 anni (18,3%). Prevalente come titolo di studio è l'assolvimento dell'obbligo scolastico (42%). Il 49% è occupato e il 30% studente; i destinatari non italiani si attestano al 9% circa. I destinatari che hanno raggiunto il termine delle attività hanno rappresentato il 94,5% di quelli avviati.

 

Programmazione 2007-2013
Per il periodo 2007-2013 l'Emilia-Romagna dispone per la realizzazione del proprio Programma Operativo FSE di 806 milioni di euro, circa il 40% in meno rispetto alla precedente. Un calo di risorse che ha reso necessario una rigorosa ridefinizione strategica delle priorità e una piena valorizzazione delle azioni innovative e delle buone prassi già avviate nel periodo 2000-2006.
L'obiettivo generale individuato per l'attuazione del programma di competitività e occupazione attraverso il FSE è quello di sostenere la crescita economica e sociale e il suo impatto occupazionale, coniugando la qualità dell'occupazione e la valorizzazione delle risorse umane con la qualità dello sviluppo economico e la coesione sociale. Obiettivi che si raggiungono investendo sul sapere e sulla qualificazione del lavoro e promuovendo pari opportunità di accesso e permanenza nel sistema regionale dell'istruzione, della formazione e del lavoro.


Al 31 dicembre 2009 la Regione Emilia-Romagna ha approvato 4.208 operazioni per un valore di impegno di 339,3 milioni di Euro. Le persone che hanno usufruito dei corsi sono in totale 86.113 un dato che evidenzia l'attitudine delle persone e del sistema economico ad investire sulla propria crescita professionale. Il 44,6% dei partecipanti sono donne, mentre rispetto alla condizione sul mercato del lavoro, i lavoratori occupati sono il 57,3%, seguiti dai disoccupati al 25,2%. La fascia di età prevalente è quella degli adulti da 25 a 55 anni con il 66% circa; i destinatari over 55 sono poco più del 4% (un punto percentuale in più dello scorso anno). In riferimento ai gruppi vulnerabili, la categoria maggioritaria è rappresentata dai migranti (23% circa), seguita dalle persone disabili con oltre il 20%. Oltre il 43% dei destinatari ha un titolo di studio di istruzione primaria e secondaria inferiore; quasi il 41% un'istruzione secondaria superiore mentre solo il 15% dei destinatari ha una formazione universitaria o post-universitaria.


Nel 2009 la Regione ha concentrato la propria attività nella definizione di misure e strumenti finalizzati a contrastare la crisi economica e occupazionale senza trascurare gli interventi finalizzati al raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti dal Programma Operativo. La strategia adottata con il Patto per attraversare la crisi e il Piano di politiche attive prevede che ogni lavoratore sospeso o licenziato sia contattato e preso in carico dai Centri per l'impiego che, attraverso mirate azioni di orientamento, hanno il compito di individuare il percorso orientativo, formativo o di reinserimento da intraprendere.


L'offerta formativa, ampia e articolata e con percorsi flessibili e personalizzati, è stata costruita per rispondere alle reali esigenze dei lavoratori e con modalità organizzative, orari di frequenza e distribuzione territoriale tali da minimizzare o azzerare i costi e i disagi a carico delle persone.
L'82,9% dei lavoratori interessati da ammortizzatori sociali è stata presa in carico dai Centri per l'impiego e avviati alle politiche attive. 

 

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