Fotovoltaico a rischio, lettera di un imprenditore: "Così il settore muore"

Fotovoltaico a rischio, lettera di un imprenditore: "Così il settore muore"

Fotovoltaico a rischio, lettera di un imprenditore: "Così il settore muore"

FORLI' - Il settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, da molto individuato come uno dei settori trainanti per il futuro dell'economia, è in questi giorni in grande fibrillazione. Al centro dell'agitazione la scelta del governo di fissare al 31 maggio la data entro la quale devono essere allacciati gli impianti affnchè possano beneficiare del contributo pubblico (indispensabile). In una lettera inviata a RomagnaOggi.it e ai media locali, lo sfogo di un imprenditore: "il nostro settore è definitivamente morto".

 

Una morte di cui "il nostro Governo ha dato l'annuncio proprio ieri, quando il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto legislativo", scrive Luca Pantieri, presidente della Fase Engineering. Un decreto "paradossalmente intitolato Sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili" ma che in realtà "stabilisce l'applicazione del regime degli incentivi esclusivamente a tutti gli impianti allacciati entro il 31 maggio prossimo".

 

A preoccupare le imprese del settore è l'indeterminatezza di quello che avverrà dal 1° giugno, come spiega Pantieri. "L'incertezza sta diventando il nostro pane quotidiano - lamenta Pantieri -, mentre osserviamo impotenti e continuiamo a leggre giornali (anche quelli più accreditati) letteralmente invasi da pagine e pagine popolate da esponenti del Governo in compagnia di questa o di quella".

 

Le ricadute in termini economici rischiano di farsi sentire, stando anche al caso che racconta lo stesso Pantieri. "Le do qualche numero - scrive -: la mia azienda conta un fatturato 2010 di 26 mln di euro, 65 dipendenti, una rete vendita di 15 persone, una serie di consulenti a supporto di varie attività strategiche e un indotto fatto da un circuito di aziende che svolgono i lavori necessari a far si che un impianto funzioni. Nei primi tre mesi del 2011 abbiamo sviluppato un portafoglio commesse di 25 milioni, con una prospettiva di chiusura attorno ai 40 milioni".

 

Fin qui numeri di tutto rispetto, ma dopo la validazione del decreto "riusciremo a concludere lavori solo per 11 mln, tutto il resto è carta straccia, un regalo pregiato per i miei dipendenti, parte dei quali potrebbero subire la cassa integrazione se non interverranno correttivi immediati".

 

Pantieri punta il dito anche contro "un immobilismo inquietante della politica, sia locale che nazionale, delle associazioni di rappresentanza, i cui leader sono usciti sulla stampa nazionale con dichiarazioni quantomeno poco coerenti con il loro mandato, che, in teoria, sarebbe quello di sostenere i loro associati nella sfida per la competitività".

 

"Non sono solito fare della dietrologia, purtroppo appare evidente che si siano piegati ad interessi di parte - accusa Pantieri -. E devo dire che è sconfortante vivere in un paese in cui non vengono più considerate virtuose l'etica e la correttezza professionale, cosa che ha portato e porterà il nostro paese ad un declino inesorabile"

 

Pantieri chiude la sua lettera a direttore notando che "dopo 10 anni di sacrifici, sentivo che questo era l'anno in cui avremmo cominciato a raccogliere i primi frutti e invece qualcuno ci ha spento la luce".

 

 

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Michelangelo Merisi
    Michelangelo Merisi

    Non si lamenti troppo Pantieri, suvvia!

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    @Enrico: dici di andare sul concreto poi parli della fusione a freddo??? Quello è un esperimento che neanche i suoi operatori si sanno spiegare, hanno presentato in pompa magna la cosa ma ancora non si sa quasi nulla: si "presume" che sia fusione a freddo ma neanche i prof di bologna ne sono sicuri. Questa cosa va analizzata a fondo ancora per tanto tempo, per ora non è nulla di particolare, non cadere in facili conforti di energia infinita gratis, altrimenti sta cosa la mettiamo insieme al motore a molla (bufala) &c. Bisogna ancora studiare a fondo. Non farmi il piacere... andiamo sul concreto e per ora le rinnovabili sono poche: solare,eolico,geotermico. Se l'agricoltura adesso è talmente poco conveniente da essere economicamente vantaggioso metterci dei pannelli... non è colpa del solare. L'uso dei pannelli a terra va limitato, nulla di più, non per questo va bloccato il solare. Nessuna rinnovabile sarà mai conveniente quanto il petrolio (che sarebbe perfetto, ma è una fonte non rinnovabile, ed il petrolio ECONOMICO sta scarseggiando), quindi qualsiasi fonte rinnovabile per ora ha bisogno di finanziamenti. In germania li aumentano da noi li caviamo, perchè generano indotto, lavoro, e questo da fastidio ai soliti parrucconi degli incenenritori e del nucleare. Gli incentivi in bolletta sono stati ciucciati da finte rinnovabili come gli inceneritori.

  • Avatar anonimo di mademi
    mademi

    Sì è un obiettivo globale di massima ma mi risultano che le multe eventualmente ci saranno. Non vuole essere una sviolinata ma comprendo le difficoltà improvvise di un imprenditore che ha programmato investimenti, assunzioni sulla base di uno sviluppo programmato del fotovoltaico da parte del Governo. Se poi le aziende ci guadagnano, meglio per loro, è l'obiettivo di ogni azienda. Ma non si cambiano le regole in corso ... Dorian - ne io ne lei ci guadagnamo, non avendo fatto l'impianto ma forse l'aria sarà più sana. Enrico - condivido lo scempio sui terreni agricoli, che devono essere destinati all'agricoltura ma qui hanno bloccato tutto, anche il maggior contributo per lo smaltimento dell'eternit sui tetti ! Altri mezzi di trasporto in alternativa alle auto e ai camion ? Certo ma per ora pura fantascienza, rete viaria, ferrovie, marittima (siampo una penisola !) ma le lobby ed i tempi di realizzazione non permetteranno certo di ridurre l'impatto nel breve e medio termine. Caro Enrico, non sono assolutamente "chiuso" ad altre fonti rinnovabili (non ho alcun interesse personale) ma la concretezza è anche fare un passo alla volta e risolvere le problematiche attuali.

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    ESATTO!! andiamo sul concreto!! il concreto è che per questo fotovoltaico si stanno massacrando e violentando interi campi agricoli ed intere colline rendendo completamente morto il terreno sottostante ai pannelli facendo la "cresta" sull'incentivo dello stato (e su questo concordo con LiberaMente). Per carità, con questo non voglio dire che sono contrario all'energia fotovoltaica ma sono contrario sul MODO con il quale si cerca di ottenerla... l'Italia non è grande come la Germania, invece di violentare l'ambiente perchè non si cerca di sfruttare i miglioni di tetti e coperture industriali?? perchè non si impone di costruire già case con pannelli?? per la riduzione della CO2 perchè non si sensibilizzano altri mezzi di trasporto invece che l'auto?? in conclusione, se le cose stanno come sono ora, anch'io sono convinto che questo settore in Italia sia auspicabile che MUOIA!!! in ultimo... perchè non si parla dell'esperimento sulla fusione a freddo che è stato portato a termine a Bologna?? Caro mademi ... è ora veramente di andare sul concreto, informandosi di più su tutte le possibili fonti di energia disponibili!!!

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Liberamente dice cose in modo un po' ruvido, ma corretto. Le faccio il mio caso. Vorrei farmi l'impianto fotovoltaico, ma non ho i soldi. Neanche con gli incentivi. Di chiedere un finanziamento alle banche non mi passa neanche per l'anticamera del cervello. Ma pago regolarmente le tasse. Il mio vicino magari i soldi li ha (è molto più ricco di me) e si fa un mega-impianto. Pure lui paga le tasse. Ora succede che il SUO impianto (che lo renderà ancora più ricco, visto che risparmia con la bolletta) sarà pagato ANCHE con le mie tasse. Le pare giusto ? Non voglio farne una storia del solo fotovoltaico, ma di tutti gli incentivi (esempio: auto). Sono ingiusti nei confronti delel persone che non riescono a sfruttarli perché troppo povere. Tutto qui.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Il lettore che mi "informa di informarmi" (?) riguardo alla direttiva 2009/28/CE, a cui peraltro si riferisce in maniera approssimativa, dato che il "20-20-20" è un obiettivo globale di massima e non un vincolo per i singoli Stati, osservi che essa parla appunto di "promozione delle fonti rinnovabili" e non di "garanzia pubblica di guadagni per chi opera nel settore fotovoltaico". Sorvolando sulla sviolinata all'imprenditore autore del piagnisteo in difesa del proprio reddito che è argomento dell'articolo, rilevo come spesso le direttive europee recepite vengano sbandierate in certi casi, e ignorate o ostacolate in altri (esempio: 2001/18/CE).

  • Avatar anonimo di mademi
    mademi

    Leggo il commento sulla "cresta", sul denaro pubblico, auspicabile che muoia. Ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio ma volevo informare il signor "LiberaMente" di informarsi prima sulla direttiva europea. Ogni Paese deve ridurre entro il 2020, del 20% l'emissione di Co2 utilizzando almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili. Per raggiungere tale obiettivo l?italia, come le altre nazioni, sono state costrette a concedere incentivi per tali forme di produzione. Diversamente arriveranno multe ben superiori ai cosoti degli incentivi. Quello da evitare sarebbe che le mani forti, le lobby, facessero man bassa di tali contributi (già fatto da alcuni anni) per cui ora si buttano sul nucleare, lasciando a bocca asciutta i piccoli (utenti, imprenditori, installatori) finora supportati da alcune banche. Aprite gli occhi su ciò che veramente conta per noi italiani, l'economia, la finanza, portare uno stipendio a casa per la famiglia e quindi non "segare" uno dei pochi settori in fase di sviluppo sul quale è saltato su anche qualche piccolo artigiano elettricista che ha scritto sul "fiorino" Fotovoltaico. Non certamente il caso della ditta del sig. Pantieri, che come altre del nostro territorio, lavorano con professionalità programmando investimenti fissi in base a quanto già fissato dal Governo alcuni mesi fa e smentito da questo decreto il cui testo dimostra l'incompetenza, l'approssimazione e l'autoritarietà (non l'autorevolezza). In Italia si tolgono o ridurranno gli incentivi (il ministro non si è ancora espresso e ciò è ancora più deprecabile) mentre in Germania hanno appena aumentato la quota destinata al fotovoltaico. Meditate gente, meditate ! Non fatevi abbagliare dagli specchiette per le allodole come le "veline". Andiamo sul concreto.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Se il "settore" non riesce a stare in piedi senza denaro pubblico, è naturale ed anche auspicabile, per le tasche delle persone, che muoia. Al momento il vero guadagno del cosiddetto "settore" consiste nella "cresta" sull'incentivo, ottenuto con la scusa di montare un impianto fotovoltaico: un film già visto molte altre volte. Lo stesso sarà per il nucleare: se fosse conveniente, non sarebbe necessario imporlo per legge e pomparci dentro soldi pubblici a beneficio della solita cricca.

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