Fotovoltaico, imprese e lavoratori riminesi in protesta a Roma

Fotovoltaico, imprese e lavoratori riminesi in protesta a Roma

Fotovoltaico, imprese e lavoratori riminesi in protesta a Roma

Le imprese e i lavoratori del fotovoltaico del Riminese hanno partecipato, il 20 aprile a Roma, al sit in di protesta e al primo sciopero nazionale del settore fotovoltaico contro il decreto Romani sulle rinnovabili. Presenti anche i rappresentanti delle altre imprese emiliano romagnole. Oggetto delle contestazioni è la bozza del Quarto conto energia, provvedimento che disciplinerà di qui al 2016 il meccanismo di incentivi statali per le famiglie e le aziende che intendono dotarsi di un impianto fotovoltaico.

 

La trasferta romana dei lavoratori e delle imprese riminesi della green economy fa seguito alle iniziative organizzate nelle settimane scorse a Rimini e in Emilia-Romagna.

 

"Il Quarto conto energia, se non subirà sostanziali modifiche, determinerà la morte del nostro settore e la chiusura delle imprese - spiega Francesco Rinaldi, amministratore delegato del Gruppo Ubisol, una delle oltre 30 imprese riminesi del fotovoltaico -. Gli effetti economici e sociali saranno devastanti anche sul nostro territorio. Basti considerare che solo nella nostra provincia questo settore occupa oltre 500 addetti, senza calcolare gli artigiani e i lavoratori dell'indotto. Ora quei posti di lavoro sono a rischio, e sono scattate le prime richieste di cassa integrazione, visto che il decreto Romani, in attesa di essere promulgato, ha ormai completamente immobilizzato le nostre attività dallo scorso 3 marzo. E' da quella data che le nostre imprese sono bloccate".

 

Ieri, 20 aprile, a Roma lo sciopero e il sit in di protesta davanti a Montecitorio sono stati organizzati in occasione della discussione sul Quarto conto energia in Conferenza Stato-Regioni. "Quello nella Conferenza Stato-Regioni è un passaggio fondamentale, l'ultima occasione per apportare le modifiche contro il taglio indiscriminato agli incentivi - continua Francesco Rinaldi -. Ieri le Regioni dovevano esprimere il loro parere sul provvedimento, ma tutto è stato rinviato di una settimana visto che non si è raggiunta l'unanimità. In particolare, dobbiamo dire grazie all'assessore allo Sviluppo economico e all'Economia verde dell'Emilia-Romagna Gian Carlo Muzzarelli, all'assessore all'Ambiente Sabrina Freda e al presidente Vasco Errani per aver espresso un parere ‘decisamente negativo' sulla bozza, presentando al contempo alcuni correttivi sostanziali".

 

"La posizione contraria dell'Emilia-Romagna, in contrapposizione a quelle di Piemonte, Lombardia, Lazio e Sicilia,  è stata fondamentale per arrivare al rinvio della discussione nella Conferenza Stato-Regioni - conclude Rinaldi -. La speranza è che le proposte della nostra Regione possano diventare parte sostanziale del Quarto conto energia, salvando così migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna e in Italia e consentendo lo sviluppo dell'energia pulita e a basso costo tra le famiglie e le imprese".

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