Fotovoltaico, risoluzione del Pd in Regione. Errani sollecita il ministro Fitto

Fotovoltaico, risoluzione del Pd in Regione. Errani sollecita il ministro Fitto

Fotovoltaico, risoluzione del Pd in Regione. Errani sollecita il ministro Fitto

"La Conferenza delle Regioni - ha dichiarato il Presidente Vasco Errani - ha immediatamente assunto una propria iniziativa rispetto al varo del decreto legislativo sull'utilizzo delle fonti rinnovabili e anche oggi sono tornato a sollecitare il Ministro Fitto, richiedendo un incontro urgente con il Governo. Intanto il Pd ha presentato in Regione Emilia-Romagna una Risoluzione sul decreto legislativo del Governo in materia di energia rinnovabile.

 

"Occorre infatti affrontare gli esiti fortemente negativi prodotti, a mio avviso, dal decreto che, fra l'altro - ha concluso Errani - restringe le opportunità nell'ambito della produzione di energia fotovoltaica".

 

A seguito del partecipato incontro tenutosi lunedì scorso a Rimini contro il decreto Romani, posizione ampiamente condivisa condiviso su tutto il territorio regionale, il consigliere regionale Roberto Piva ha presentato, insieme ai colleghi del PD, una Risoluzione sul decreto legislativo del Governo in materia di energia rinnovabile. Nel testo si chiede alla Giunta Regionale «un rapido intervento per contrastare e modificare una normativa che metterà in crisi il settore fotovoltaico e a rischio migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna».

 

"Il 3 marzo scorso il Governo nazionale ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva europea 2009/28 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Il decreto, che avrebbe dovuto riformare gli incentivi in modo da raggiungere nel nostro Paese il 17% di fonti rinnovabili sul consumo energetico finale al 2020, dispone invece, in corso d'opera, la sospensione degli incentivi già previsti e annuncia che gli stessi incentivi saranno rivisti tra un mese. Le modifiche apportate al decreto, introdotte all'ultimo momento senza confronto con le Regioni ed in contrasto col dettato del Conto Energia 2011-13, oltre a suscitare forti perplessità quanto alla loro legittimità, causano una gravissima incertezza che avrà enormi ripercussioni sulla filiera imprenditoriale delle fonti rinnovabili".

 

«Le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili (tra cui Anev, Aper, Anie-Gifi, Assosolare, Assoenergie Future), uno dei pochi che in questo periodo di crisi ha visto un aumento occupazionale, hanno espresso fortissima preoccupazione. Molti imprenditori, sulla base della vigente normativa, avevano già contratto impegni finanziari e stipulato mutui con le banche al fine di investire nella realizzazione del fotovoltaico entro la scadenza del 31/12/2013 e il sistema bancario ha già annunciato la

 

sospensione dei finanziamenti previsti (e che entro il 16 marzo si svolgerà una riunione di Abi sull'argomento)» sostiene Piva.

Asso Energie Future stima che la situazione metterà a rischio 120mila posti di lavoro all'interno della filiera del fotovoltaico, molti dei quali anche in Emilia-Romagna, mentre Gifi-Anie denuncia che sono a rischio 40 miliardi di euro di investimenti programmati nei prossimi mesi sul fotovoltaico e che per almeno 10.000 persone si dovrà far ricorso immediato alla cassa integrazione

 

«Negli ultimi anni la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato forte attenzione al tema delle rinnovabili. Se con il Primo Piano energetico regionale ha investito sullo sviluppo delle fonti rinnovabili in chiave sia di autosufficienza energetica e rispetto ambientale, sia di espansione economica del settore oggi trainante della green economy, ora con il nuovo piano energetico triennale la Regione vuole raggiungere e superare l'obiettivo europeo fissato al 2020 di una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 17%, prevedendo già entro il 2013 di aumentare di 1000-1200 Megawatt l'energia pulita prodotta -ricorda Piva- Il decreto del Governo mette in serio rischio questi obiettivi».

 

"Con questa risoluzione ci si oppone dunque all'approvazione di un decreto governativo che renderà molto difficile, se non impossibile, il perseguimento degli obiettivi europei richiamati, che non consentirà di ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali, e metterà in crisi uno dei pochi settori floridi della nostra economia, segnando pesantemente il destino di migliaia di aziende, di imprenditori e di lavoratori".

 

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"Pertanto abbiamo invitato la Giunta ad intervenire presso il Governo nazionale perché venga rivisto il contenuto del decreto rispettando le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni, correggendo storture e sottovalutazioni e riaprendo il dialogo con le Istituzioni e le parti economiche interessate. Per dare immediate certezze ad un settore che non può essere lasciato senza direttive chiare e programmazioni certe fino al 30 aprile prossimo".

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