Frutti dimenticati e tartufo, sarà un weekend da leccarsi i baffi

Frutti dimenticati e tartufo, sarà un weekend da leccarsi i baffi

Frutti dimenticati e tartufo, sarà un weekend da leccarsi i baffi

Ci sono gli antichi sapori della terra nel terzo fine settimana di ottobre del Wine Food Festival. Quelli dei frutti "dimenticati" dell'omonima Sagra di Casola Valsenio, nel ravennate, che offre una suggestiva sfilata di nespole, azzeruole, sorbe, corbezzoli, corniole, mele cotogne e pere volpine, e dei prodotti da esse ricavate, ma anche quelli del tartufo nero di Fragno a Calestano, nel parmense, e di quello bianco di Dovadola (Fc) e Bondeno (Fe), senza dimenticare il Lambrusco

 

Spazio anche alla ricca tavola della bassa piacentina, con i "pisarei e fasò", gli stracotti, il fritto d'acqua dolce, la torta sbrisolona, proposti per quasi due mesi nell'ambito di "Un PO di gusto" dai ristoratori di sette comuni della Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina. Proseguono anche nel weekend gli appuntamenti con la Sagra del Tartufo Bianco a Sant'Agata Feltria, nel riminese, e "Tartufesta" sull'appennino bolognese, la Sagra del Marrone a Castel del Rio (Bo) e la Festa della Castagna a Tiedoli (Pr), la Salamina da Sugo a Madonna Boschi (Fe) e la passerelle delle eccellenze enogastronomiche modenesi a Carpi, con "Tipici Dop in Festa". Tutti i programmi degli appuntamenti sono consultabili su www.winefoodfestival.it, dove si può trovare anche l'elenco dei pacchetti soggiorno creati appositamente per permettere ai turisti di godersi al meglio gli eventi, andando contemporaneamente alla scoperta delle eccellenze turistiche dell'Emilia Romagna. 

 

A Casola Valsenio "archeologia frutticola" con la Sagra dei Frutti Dimenticati

E' giunto alla 20a edizione il tradizionale appuntamento della località romagnola con la festa dedicata alla riscoperta degli antichi sapori dimenticati, ai prodotti d'autunno e a quei frutti di cui si è perso l'uso. Sabato 16 e domenica 17 gli agricoltori casolani esporranno i frutti autunnali, raccolti da antiche piante: nespole, azzeruole, sorbe, avellane, castagne, corbezzoli, corniole, noci, melagrane, mele della rosa, cotogne, pere volpine e tutti gli altri piccoli frutti autunnali, consumati in passato dalla popolazione contadina della collina e di cui ancora si ha memoria. Nel corso della festa saranno premiati la confettura di marmellata più gustosa, la miglior produzione di antichi liquori e la bancarella più estrosa, mentre uno stand gastronomico offrirà specialità autunnali. I ristoratori casolani prepareranno, per l'occasione, piatti a base di frutti dimenticati.

 

Calestano, Dovadola, Bondeno, Sant'Agata Feltria, Bologna: a tutto tartufo

Tanti gli appuntamenti del weekend 16-17 ottobre dedicati al tartufo e alle sue diverse varietà. A Calestano (Pr) si apre, il 17 ottobre, la prima delle sei domeniche della XXa Fiera del Tartufo Nero di Fragno, tra visite guidate in tartufaia, esposizione e vendita di tartufo e prodotti tipici e specialità gastronomiche al tartufo nei ristoranti locali. Sempre domenica si terrà la "Tartufo Trail Running" (partenza Piazza Europa, ore 8.00) originale gara podistica sulla distanza di 50 e 28 km attraverso i luoghi dove nasce il Tartufo Nero di Fragno. Tartufo, ma questa volta della varietà bianco, anche alla Sagra del Tartufo di Dovadola, nel forlivese, dove domenica 17 si potranno gustare tagliatelle, polenta, crostini, panzerotti e uova al tartufo, ma non mancheranno ovviamente piadina, salsiccia e Sangiovese. Le tre varietà di tartufo presenti nel territorio di Bondeno (Fe), ovvero il bianco pregiato, il nero liscio e l'"invernale", saranno in esposizione, da venerdì 15 a domenica 17, al Centro Fiera Bondeno, dove si potranno anche assaporare le tipiche ricette della cucina ferrarese tutte declinate a base di tartufo. Infine a Sant'Agata Feltria e a Monzuno, Pianoro e San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino Bolognese, proseguono rispettivamente gli appuntamenti con la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato e "Tartufesta". 

  

Lambrusco in festa a Correggio con il "Raccontavino"

Non è casuale che Correggio dedichi due giorni di festa al rosso spumeggiante che anche il grande mondo dell'enologia sta dimostrando di cominciare ad apprezzare. La cittadina vanta la maggior superficie vitivinicola della provincia reggiana, la maggior densità di vigneti e la più alta produzione complessiva di vino. Oltre all'esposizione e degustazione delle produzioni locali di Lambrusco, agli stand di prodotti tipici e lavorazione di sughi, saba e "savor" e a un vasto programma di esposizioni, spettacoli e mostre d'arte, durante la festa si potrà assistere, domenica 17, a tutte le fasi di lavorazione del maiale secondo l'antichissima arte norcina. Per l'occasione Correggio esibirà tutta la sua grande tradizione museale e architettonica, aprendo le collezioni e ospitando eventi culturali di prestigio.

 

Sapori piacentini in passerella, con "Un PO di gusto"

Per una volta lontani dall'atmosfera vociante e talvolta confusionaria delle sagre paesane, comodamente seduti al ristorante, per quasi due mesi gli appassionati di enogastronomia avranno l'opportunità di assaporare, in 14 ristoranti della Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, il meglio della tradizione culinaria locale. E' "un PO di gusto", rassegna gastronomica dedicata alla tavola piacentina e ai suoi must, dai tre salumi Dop della provincia, ai pisarei e faso, dai tortelli di ricotta e spinaci, agli stracotti, senza dimenticare le divagazioni che si rifanno alle tradizioni della Bassa Piacentina, come il culatello, il fritto d'acqua dolce, l'anguilla in umido con piselli e polenta, la mariola, la torta sbrisolona, la mostarda di fichi e tantissimi altri. 

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