Furia neo-nazista a Verona: nel Veneto è allarme

Furia neo-nazista a Verona: nel Veneto è allarme

 

Dopo il massacro del giovane veronese ad opera di un gruppo di attivisti neofascisti avvenuto il primo maggio a Verona, si diffonde la psicosi nei naziskin. Secondo l'Aisi,  l'agenzia per i servizi segreti italiani il Nord Est è "la zona a più alta densità di militanti naziskin del Paese". In particolare il quadrilatero da tenere d'occhio sarebbe quello composto da Verona, Vicenza, Padova e Treviso, dove i neonazisti conterebbero "su alcune centinaia di giovani attivisti".

 

Intanto uno degli aggressori fermato per il massacro del Primo maggio ai danni della vittima Nicola Tommasoli (ricoverato in fin di vita per le lesioni riportate durante l'aggressione), avrebbe confessato le proprie responsabilità.

 

Il 19enne si sarebbe costituito spontaneamente alla Digos assieme al proprio avvocato. Stando a quanto riferito dall'agenzia di stampa Adnkronos, il ragazzo era già stato sottoposto, come ultras del Verona a Daspo per violenza negli stadi, nel febbraio 2008. In precedenza, nel 2007 era stato indagato insieme ad altre 16 persone, in prevalenza naziskin, per associazione per delinquere finalizzata a discriminazione razziale per altre aggressioni avvenute a Verona.

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