G8, sì agli aiuti all'Africa: 15 miliardi di dollari in tre anni

G8, sì agli aiuti all'Africa: 15 miliardi di dollari in tre anni

G8, sì agli aiuti all'Africa: 15 miliardi di dollari in tre anni

L'AQUILA - Si è concluso con la Dichiarazione sull'Africa e quella sull'acqua il vertice del G8 a L'Aquila. I Grandi del mondo, uniti ai Paesi africani, si sono inoltre impegnati a mobilitare almeno 15 miliardi di dollari in tre anni per combattere la fame. I leader "hanno deciso di agire in maniera risoluta, attuando impegni per combattere la povertà e la fame", riconoscendo che la crisi sta mettendo a rischio i progressi fatti per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

 

I Leader di 40 Stati e Organizzazioni internazionali si "sono incontrati per unire gli sforzi per sconfiggere la fame", impegnandosi a "mobilitare almeno 15 miliardi di dollari in 3 anni attraverso l'iniziativa de l'Aquila sulla Sicurezza Alimentare per sostenere lo sviluppo rurale nei paesi poveri". Gli Otto Grandi hanno deciso poi di agire rapidamente per limitare l'impatto della crisi sui progressi verso gli obiettivi di sviluppo del millennio in Africa, ed hanno confermato i rispettivi impegni per lo sviluppo sostenibile, inclusi quelli sugli aiuti, il cambiamento climatico, la pace e la sicurezza. La crisi sta "colpendo duramente i più poveri e rischia di inficiare il progresso fatto nel campo della salute" e nella lotta "alla fame e alla povertà".

 

Ed è "necessario - si legge nella dichiarazione sull'Africa - attivarsi rapidamente per permettere il rilancio della crescita ed attuare misure adeguate per proteggere i più vulnerabili". Gli Otto Grandi hanno così rinnovato "i propri impegni, inclusi quelli di Gleanagles e di recente nel G20 di Londra". Nella Dichiarazione finale della Sessione del G8 sull'Africa è stata espressa anche "la necessità di assicurare che le preoccupazioni dei Paesi in via di sviluppo" sull'impatto del cambiamento climatico sull'Africa "siano prese in considerazione in maniera adeguata nel testo dell'accordo comune che sarà definito a Copenaghen".

 

Per quanto concerne l'acqua, è stato adottato un testo nel quale il G8, insieme ai, i Paesi africani, si impegna "a istituire una partnership più forte tra l'Africa e i Paesi del G8 per accrescere e l'accesso all'acqua e ai servizi sanitari di base a partire dai principi di responsabilità e trasparenza reciproche". Per questo sarà istituita "una commissione ad hoc di alto livello" formata da membri dei governi dei Paesi coinvolti al fine di "raggiungere risultati concreti sul campo". I Paesi del G8 si sono anche impegnati "a rafforzare la capacità dei partner africani e dei Paesi in via di sviluppo nella costruzione delle strutture sanitarie" e al "coordinamento con le piattaforme dei donatori per promuovere la qualità degli aiuti".

 

"I leader hanno riconosciuto che la loro azione è rafforzata dall'impegno congiunto con le grandi economie emergenti"."Nel 2007 - si legge nel testo - il G8 ha iniziato un dialogo con il Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa per arrivare a una reciproca comprensione delle questioni chiave dell'agenda internazionale. A L'Aquila i leader hanno deciso di progredire insieme verso un'associazione stabile e strutturata. Con questo spirito il vertice si è aperto nel formato G8 per poi espandersi ad iniziare dal secondo giorno con riunioni via via più ampie".

 

Nella bozza del documento finale, all'indomani dell'accordo del G14, i leader hanno riaffermato "la loro determinazione a resistere al protezionismo", impegnandosi a rafforzare la cooperazione per combattere l'evasione fiscale e rinnovano il loro impegno ad "attuare le decisioni prese ai summit di Washington e Londra" per combattere la crisi. I capi di Stato e di governo presenti a L'Aquila hanno condiviso anche l'impegno "ad affrontare la dimensione sociale della crisi, mettendo i problemi delle persone al primo posto e promuovendo un'azione a livello globale per l'occupazione e la protezione sociale".

 

Per quanto concerne il clima, sono state poste "le basi per un accordo globale ed efficace a Copenaghen". Nella bozza si sottolinea che i leader del G8 e del Major Economies Forum "hanno concordato di continuare a lavorare insieme nei prossimi mesi". Gli Otto hanno sottolineato "l'importanza centrale del regime stabilito dal Trattato di non proliferazione e l'impegno a creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari". A questo scopo gli Stati Uniti convocheranno una conferenza nella primavera 2010 volta a rendere sicuro tutto il materiale nucleare vulnerabile nel mondo e a portare alla revisione del Trattato di non proliferazione.

 

Per quanto riguarda l'Iran, il G8 ha espresso preoccupazione per quanto sta accadendo. Hanno deplorato la violenza post elettorale nel paese, l'interferenza rispetto ai media, la detenzione ingiustificata di giornalisti e gli arresti di cittadini stranieri. Nella bozza si fa riferimento anche all'impegno per trovare una soluzione diplomatica al fallimento continuativo da parte dell'Iran nell'adempiere ai suoi obblighi internazionali rispetto al suo programma nucleare. Gli otto leader hanno anche condannato le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad che negano l'olocausto.

 

Quanto al Medio Oriente, i leader, "in vista di una pace globale tra Israele e tutti i suoi vicini, i leader rinnovano il loro pieno sostegno alla soluzione di due Stati per il conflitto israelo-palestinese e sollecitano le parti a riprendere rapidamente i negoziati diretti". I "Grandi" hanno chiesto anche alle parti di "adempiere ai loro obblighi previsti dalla Roadmap". "I leader del G8 - si legge nella bozza del documento finale dei lavori - restano impegnati a sostenere pienamente l'Autorità Palestinese", una volta "raggiunto un accordo di pace, attraverso il lancio di un piano ambizioso e globale che svilupperebbe le infrastrutture e incoraggerebbe le attività economiche del futuro Stato palestinese".

 

Dal G8 dell'Aquila arriva "una ferma condanna" ai recenti test nucleari e al lancio di missili della Corea del Nord, almeno secondo la bozza di dichiarazione finale del vertice. L'invito "urgente" a Pyongyang è a "trattenersi con urgenza da ulteriori provocazioni e riprendere prontamente il negoziato a Sei".

 

I Paesi del G8 hanno concordato sulla strategia del Lecce Framework, la cornice di regole promossa dalla presidenza italiana per sviluppare "standard e principi comuni" dell'economia e della finanza mondiale, improntati "sull'appropriatezza, l'integrità e la trasparenza". Il lavoro si svilupperà "partendo dalle iniziative dell'Ocse e di altre organizzazioni internazionali" per essere poi portato al prossimo G20 di Pittsburgh.

 

 

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