Galeata, convegno dedicato ad Emma Senigaglia

Galeata, convegno dedicato ad Emma Senigaglia

GALEATA - Il Comune di Galeata organizzerà il 29 gennaio 2011 (ore 10.00), all'interno della rassegna "AutorJtinera" finanziata dalla Provincia di Forlì-Cesena e della Regione Emilia-Romagna, un convegno dedicato alla figura di Emma Senigaglia, dal titolo "Arrivederci ragazzi. 1938, la persecuzione razziale fra i banchi di scuola".

 

Emma Senigaglia è legata alla comunità galeatese in quanto è stata docente di matematica presso il locale Istituto tecnico "Rosa Maltoni Mussolini" nel 1937, subito prima della sua estromissione dall'insegnamento, avvenuta nel 1938, a causa delle leggi razziali che disponevano la cessazione dal servizio di tutto il personale di razza ebraica.

 

Il Convegno si aprirà con i saluti del Sindaco di Galeata Elisa Deo, del Vice Prefetto Umberto Grani, di Raffaella Alessandrini dell'Ufficio scolastico provinciale e del Presidente dell'ANPI provinciale Carlo Serpieri.

 

Interverrà poi Paolo Poponessi, Assessore alla Cultura del Comune di Galeata, che relazionerà sul momento storico, sulle leggi razziali e sulla vita dell'illustre matematica.

 

Durante l'incontro verrà presentato poi un approfondito lavoro di ricerca documentaria a cura degli studenti del locale Istituto Superiore Professionale "Ugo Comandini" (l'erede attuale dell'Istituto superiore in cui aveva insegna la Senigaglia), coordinati dalla professoressa Maria Silvia Spighi.

 

Il convegno si chiuderà con la lettura di ricordo di Emma Senigaglia del nipote Maurizio Pincherle.

 

La Senigaglia era nata a Firenze nel 1909 da Graziano ed Edvige Pincherle, figlia del famoso matematico Salvatore Pincherle; seguì le orme del nonno addottorandosi in matematica presso l'Università di Bologna nel 1932. Assistente incaricata presso l'Istituto di matematica dell'ateneo bolognese dal 1935 al 1937, esercitò altresì l'attività didattica come docente straordinaria di matematica presso il R. Istituto tecnico "Rosa Maltoni Mussolini" di Galeata in provincia di Forlì, ove però restò solo per pochi mesi.  Nel 1938, infatti, a causa delle leggi razziali, promulgate dal regime fascista privarono i cittadini italiani di origine ebraica dei diritti civili e politici, fu estromessa dall'insegnamento in virtù di un provvedimento che disponeva la cessazione dal servizio «di tutto il personale di razza ebraica organicamente addetto a qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate di alunni italiani». Negli anni successivi, lavorò nella scuola media israelitica di Bologna frequentata dagli studenti ebrei che erano stati anch'essi cacciati da quelle ordinarie.

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