Galeata, Pdl all'attacco: "Il Pd vuole la moschea"

Galeata, Pdl all'attacco: "Il Pd vuole la moschea"

Galeata, Pdl all'attacco: "Il Pd vuole la moschea"

"In Val Bidente il Pd è sempre più lacerato e i democratici comunicano tra loro solo a suon di volantini: dopo il caso del bianchetto a Civitella, oggi vediamo la questione moschea a Galeata". E' il nuovo attacco al Pd del consigliere regionale Luca Bartolini e del consigliere provinciale Stefano Gagliardi. I due esponenti del Pdl si riferiscono all'ultimo volantino firmato dal comitato Pd di Galeata riguardante la moschea che potrebbe sorgere in via Don Facibeni. "I contrasti interni al Pd sono sempre più evidenti".

 

"Con questa comunicazione a mezzo di volantini - attaccano Bartolini e Gagliardi - ci sono persone che hanno la presunzione di dettare, come negli anni '50 in cui al posto del Pd c'era il Pci, l'agenda alla giunta guidata dal sindaco Elisa Deo. Tra l'altro nel documento in questione il Pd è totalmente incoerente - proseguono Bartolini e Gagliardi - prima parla di un centro culturale per cittadini di religione islamica e poi di un luogo dove praticare il culto e l'espressione religiosa".

 

"Ma allora il Pd lo dica chiaramente che vuole concedere la moschea! - esortano i due berlusconiani -. Pensavamo che i battibecchi e i profondi contrasti sulle destinazioni edilizie del territorio comunale fossero cessati, ma a ben leggere questo volantino del Pd di Galeata si direbbe tutto il contrario anche perché questi esponenti democratici chiedono chiaramente al Comune di occuparsi attivamente per favorire l'apertura della moschea, quindi da questo si capisce che tra esecutivo e partito non c'è più nessun dialogo interno e probabilmente nemmeno una stessa veduta sul futuro del territorio".

 

"La nostra posizione, come Pdl, è invece nota e chiara da tempo - sottolineano Bartolini e Gagliardi -: noi diciamo no alle moschee in Val Bidente sino a quando non saranno conosciute le provenienze dei fondi con cui le comunità islamiche, che spesso vivono di sussidi e corrono il rischio di infiltrazioni terroristiche, gestiscono l'attività dei loro luoghi di culto".

 

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"Anche per questo - concludono Bartolini e Gagliardi - chiediamo che tutte le autorità competenti si adoperino per eseguire gli stessi rigorosi controlli che vengono richiesti a noi italiani per qualsiasi attività che prevede la concentrazione di persone, anche ai centri culturali islamici: nessuno vuole negare a nessuno di pregare, ma chiediamo che vengano fatte rispettare le regole, le stesse regole che valgono per gli italiani. Il Pd, invece, chiede che per alcuni si chiuda un occhio e si trovi una corsia preferenziale nei cambi di destinazione d'uso in particolare trattandosi di un luogo di culto che si svolge con una lingua non comprensibile alle forze dell'ordine. Questo non è decisamente un modo democratico di comportarsi e di amministrare il bene comune, alla faccia della Costituzione alla quale il Pd si aggrappa sempre".

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