Giallo di Cognè, la difesa: l'assassino forse ha bruciato l'arma

Giallo di Cognè, la difesa: l'assassino forse ha bruciato l'arma

TORINO – E' iniziata poco prima delle 9.30 la seconda udienza del processo d'appello ad Annamaria Franzoni, accusata di aver ucciso il figlio Samuele Lorenzi e condannata a 30 anni in primo grado. In aula erano presenti anche il marito Stefano, il suocero Mario, don Baroncini e alcuni membri del comitato pro-Annamaria. Fuori l'aula del Palazzo di Giustizia di Torino, nel frattempo, un centinaio di curiosi facevano a gara per accaparrarsi il bigliettino per assistere al processi.

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ARMA BRUCIATA? - Secondo l'avvocato difensore della Franzoni, Paola Savio, l'assassino potrebbe aver bruciato l'arma del delitto, nella fattispecie uno zoccolo. ''Un oggetto come un sabot - oltre a far male e uccidere se brandito contro una persona ha anche il - pregio - che con molta facilità si fa sparire - ha detto nel corso della sua arringa l’avvocato Savio che ha aggiunto - Tutti in montagna hanno una stufa o un camino e dentro i sabot possono essere bruciati e fatti sparire. E ricordo che nel camino dei Lorenzi non è stato trovato nulla. Allo stesso modo si possono far sparire facilmente anche abiti macchiati di sangue''.

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