Giallo sui rifiuti da Parma in Romagna: Imola e Forlì smentiscono

Giallo sui rifiuti da Parma in Romagna: Imola e Forlì smentiscono

Giallo sui rifiuti da Parma in Romagna: Imola e Forlì smentiscono

 

FORLI' - Il giallo dei rifiuti si fa più intricato. La comunicazione di venerdì scorso, in consiglio comunale a Parma, dell'assessore all'ambiente Cristina Sassi, sull'arrivo di 60mila tonnellate di rifiuti a Imola e Forlì per lo smaltimento, crea scompiglio e fa partire le smentite. Il Gruppo Hera ed il presidente di Ato e della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, hanno escluso in maniera categorica l'arrivo di rifiuti urbani dal territorio di Parma.

 

 

La comunicazione riguardava la delibera sull'aumento della tassa sui rifiuti, gestiti, nel parmense, da Enìa. Ecco la prima risposta: " Hera esclude categoricamente qualsiasi accordo o contatto con Enìa per lo smaltimento di rifiuti urbani - fanno sapere dalla multiutility - per i quali, peraltro, ogni decisione soggiace all'assunzione di Atti di competenza della Regione, delle Province e Comuni".

 

Massimo Bulbi parla di notizia infondata: "Nel nostro inceneritore possono essere smaltiti solo rifiuti urbani, provenienti dalla provincia di Forlì-Cesena e nessun rifiuto speciale. Ho parlato anche con il Sindaco di Sogliano (Enzo Baldazzi ndr), per verificare se tali rifiuti dovessero essere smaltiti nella discarica, ma mi ha assicurato che non è così. Erano state chieste autorizzazioni per l'invio di rifiuti extraurbani, ma la risposta è stata negativa, causa la saturazione della discarica".

 

A questo punto restano i dubbi sulle dichiarazioni dell'assessore del comune di Parma. Nel frattempo da Enìa arrivano delucidazioni: "I rifiuti urbani prodotti nei comuni serviti in provincia di Parma vengono avviati all'impianto di trattamento del Cornocchio, per essere sottoposti a separazione meccanica per l'avvio a recupero della frazione organica e dei metalli. La frazione secca residua, classificata come rifiuto speciale, viene avviata a smaltimento sulla base di contratti specifici, stipulati con operatori autorizzati in ambito regionale ed extra regionale, in funzione della disponibilità ad accoglierli e sulla base di criteri di minimizzazione delle esigenze di trasporto e di economicità".

 

Si parla di rifiuti speciali e di contratti con operatori regionali ed extra regionali. La questione si fa sempre più nebulosa, non essendo specificati da Enìa i gestori con i quali vengono stipulati tali contratti e, soprattutto, dove verranno inviati questi rifiuti.

 

Smentite anche da Imola, per bocca dell'assessore comunale all'ambiente, Luciano Mazzini: "La legge regionale - afferma - prevede che i rifiuti urbani debbano essere smaltiti all'interno del territorio provinciale che li ha prodotti e che, in caso di emergenza o di difficoltà, possono essere ricercati accordi con altre province, a partire da quelle più vicine".

 

"Nessun contatto o tanto meno accordo è stato siglato fra la Provincia di Bologna e quella di Parma riguardo a quantitativi di rifiuti urbani parmensi da smaltire in impianti della provincia di Bologna e tanto meno del territorio di Imola. Nessun contatto formale od informale è stato preso con il Comune di Imola, al quale, essendo proprietario dell'impianto, spetta comunque dare l'assenso preventivo al conferimento di rifiuti urbani provenienti da territori esterni ai Comuni del Consorzio Ami", conclude Mazzini.

 

E queste 60 tonnellate di rifiuti di cui ha ha parlato l'assessore parmense? Da dove sono derivate le sue dichiarazioni? Per ora nessuna risposta.

 

Chiara Fabbri

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