Ginecologia, l’esperienza forlivese al centro di importanti convegni nazionali

Ginecologia, l’esperienza forlivese al centro di importanti convegni nazionali

FORLI' - Le eccellenze dell'U.O. di Ostetricia-Ginecologia dell'Ausl di Forlì al centro di importanti convegni nazionali. Negli ultimi mesi, alcuni medici dell'equipe diretta dal dott. Celestino Claudio Bertellini, sono stati invitati, in qualità di relatori, a diversi congressi di prestigiose società scientifiche italiane per illustrare la peculiare esperienza forlivese.

 

Il dott. Alessandro Loddo, ad esempio, ha partecipato, ad Alghero, in Sardegna, alle "Terze giornate sarde di scienze ostetriche e ginecologiche", promosse, in particolare, da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e AGUI (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), intervenendo, nella sessione di endoscopia ginecologica, con una relazione su "Trattamento laparoscopico del carcinoma endometriale", metodica innovativa che ha già dato rilevanti risultati. «Innanzitutto, a Forlì abbiamo iniziato a trattare per via laparoscopica, e quindi mini-invasiva, patologie benigne come la fibromatosi uterina, e le metrorragie resistenti a terapia medica,  eseguendo isterectomie totalmente per via laparoscopica (TLH) - commenta il dott. Loddo - inoltre,  in casi selezionati di patologie neoplastiche negli stadi iniziali, quali, appunto, il carcinoma endometriale, stiamo trattando le pazienti per via laparoscopica, con gli stessi risultati del trattamento tradizionale laparotomico dal punto di vista della sicurezza oncologica». Trattandosi di un tumore che colpisce prevalentemente donne ipertese, diabetiche ed obese, i benefici di tale nuovo approccio mini-invasivo sono importanti, con «meno ospedalizzazione, rapida ripresa delle normali attività, minore incidenza di infezioni e deiscenze delle ferite chirurgiche».

 

Il dott. Andrea Amadori, invece, in questi mesi, ha preso parte a tre diversi eventi, tutti dedicati alla colposcopia, indagine diagnostica di II° livello che consiste nel visionare a forte ingrandimento i genitali femminili (vulva, perineo, vagina, cervice uterina). Il dott. Amadori ha infatti partecipato al "XI° Corso teorico pratico - Patologia del tratto genitale inferiore: il trattamento a Radiofrequenza in regime ambulatoriale e di day surgery" di Asti, al XXV° Congresso nazionale di Colposcopia di Verona "Prevenzione del cervico carcinoma: il ruolo sinergico delle diverse figure specialistiche", e al X° Corso Teorico Pratico "Colposcopia e fisiopatologia del tratto genitale inferiore ed endometriale" di Modena, a Villa Cesi. «Nel primo caso - rivela il dott. Amadori - ho effettuato attività di tutor per un corso dedicato a infermiere e ostetriche, intervenendo come docente, in sessioni dette "Atelier", per fornire, relativamente alla parte di mia competenza, nozioni pratiche "sul campo". Al congresso nazionale, ho avuto l'onore di chiudere la sessione "Prevenzione primaria e secondaria: il territorio", con una relazione-commento, in qualità di discussant, su quanto esposto in precedenza, cercando di sviscerare i punti critici e fornire, nel contempo, sulla base della mia esperienza, un punto di vista personale sugli argomenti affrontati». Stesso ruolo, il dott. Amadori ha ricoperto anche al corso di Modena, tirando le fila della sessione "Infezione e neoplasia". Va, inoltre, ricordato che il professionista forlivese è membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Colposcopia e della rivista scientifica della società, e da circa un anno frequenta il centro riferimento oncologico (CRO) di Aviano per affinare le proprie conoscenze chirurgiche in campo oncoginecologico. 

 

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La partecipazione a eventi di tale importanza conferma il rilievo assunto nel panorama nazionale dall'U.O. di Ostetricia-Ginecologia. «Simili inviti sono motivo di prestigio per tutta la nostra unità - commenta il dott. Bertellini - e confermano la bontà del nostro lavoro, sia dal punto di vista clinico sia scientifico. Inoltre, rappresentano una grande opportunità per allacciare nuovi rapporti e confrontarci con altre esperienze e modelli».

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