Gino Strada attacca il Governo. Prodi: ''Per Naqshbandi fatto il possibile''

Gino Strada attacca il Governo. Prodi: ''Per Naqshbandi fatto il possibile''

ROMA – A 24 ore dalla decapitazione da parte dei Talebani dell’interprete afgano Ajmal Naqshbandi, rapito lo scorso 5 marzo assieme all’inviato di ‘’Repubblica’’ Daniele Mastrogiacomo, Gino Strada si è scagliato contro il Governo Prodi e contro quello afgano rei di non aver difeso Rahmatulah Hanefi, il collaboratore di Emergency che è ancora nella mani dei locali servizi segreti in quanto ritenuto colpevole di aver collaborato al sequestro del giornalista.


‘’La sua prigionia – ha dichiarato Strada - è responsabilità di Karzai e Prodi’’. Strada ha parlato anche del rapimento del foto reporter Gabriele Torsello, avvenuto o scorso autunno"Il Governo non è intervenuto come avrebbe dovuto in favore di Hanefi, ma sa bene quanto sia affidabile, visto che fu lui ad essere incaricato di consegnare i due milioni di dollari pagati per la liberazione di Torsello".

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Strada, dopo aver minacciato di lasciare l'Afghanistan, ha dichiarato che Emergency resterà a patto che venga liberato Rahmatulah Hanefi e si lavori in sicurezza.


Romano Prodi ribadisce che il governo ha fatto tutto il possibile per la liberazione di Naqshbandi: «Si di un tributo di sangue assurdo, dopo quello terribile di Sayed Hagha, pagato da un operatore dell’informazione che lavorava insieme a Daniele Mastrogiacomo, il giornalista liberato dopo le lunghe trattative condotte dal governo afgano».

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