Giornalismo, dopo 50 anni Sergio Zavoli torna a Bellaria

Giornalismo, dopo 50 anni Sergio Zavoli torna a Bellaria

Giornalismo, dopo 50 anni Sergio Zavoli torna a Bellaria

Era il 1963 quando Sergio Zavoli vinceva il primo Premio nazionale giornalistico intitolato ad Alfredo Panzini, promosso dall'Azienda di Soggiorno di Bellaria Igea Marina. Dopo quasi 50 anni da quell'esordio, Zavoli torna a Bellaria per parlare del lavoro che gli fece meritare il premio: un documentario interamente dedicato al grande scrittore nostro concittadino, dal titolo "Alfredo Panzini ha cent'anni" (realizzato per celebrare un secolo dalla nascita dell'Accademico d'Italia: 31 dicembre 1863).

 

L'opera contiene interviste ancora bellissime da ascoltare e immagini della Bellaria ‘da cartolina in bianco e nero', la spiaggia con le dune, la splendida Casa Rossa immersa nel verde, la Cagnona con i meravigliosi villini che si affacciavano sul mare.

 

Il grande ritorno si celebra martedì 19 luglio, alle ore 21, nel parco di Casa Panzini, per una serata voluta e organizzata dall'Accademia Panziniana di Bellaria Igea Marina, che prevede la proiezione del documentario su un megaschermo collocato nel parco antistante il villino, e poi un'intervista a Sergio Zavoli condotta da Claudio Monti, giornalista e autore del sito internet dedicato allo scrittore del "Padrone sono me" (www.alfredopanzini.it). Una conversazione che partirà dal lavoro di inchiesta condotto su Panzini, ma spazierà anche sul presente e sui temi di attualità locale e nazionale.

 

Non fu l'unico interesse di Zavoli nei confronti di Panzini, il documentario "Panzini ha cent'anni". Già nel 1959 aveva dato alle stampe un volume nel quale tracciava rapidi ma efficacissimi ritratti di alcuni scrittori romagnoli: Campana, Oriani, Serra e, appunto, Panzini. Il taglio era quello delle "testimonianze raccolte in Romagna", e a raccontare risvolti privati e pubblici dei quattro scrittori erano, fra gli altri, Manara Valgimigli, Marino Moretti, la moglie di Panzini, Clelia Gabrielli. Alcuni di questi compaiono anche nel documentario, insieme ai figli di Panzini e a chi per lui si occupò dei terreni e dei raccolti sia a Bellaria che a Canonica.

Celebre la risposta che Marino Moretti diede a Zavoli in questa intervista. Alla domanda "potrebbe disegnarmi un breve ritratto del Panzini intimo, familiare; del Panzini provinciale e borghese; del Panzini più domestico, insomma, e più facile alla semplice comprensione?", Moretti rispose: "Caro amico, qui mi pare che lei chieda troppo. D'altra parte un ritratto di lui è, più che nelle mie risposte, nelle sue stesse domande; provocate, si direbbe, dall'idea di un ritratto ideale che è, come sempre, più vero del vero!"

Lo scrittore di Cesenatico aveva capito subito la "pasta" del giornalista che aveva davanti a sé e che infatti non ha deluso le aspettative. Montanelli lo definì "il principe del giornalismo televisivo", è stato presidente della Rai, attualmente è presidente della commissione di vigilanza sulla Rai e senatore del Pd, ha diretto varie testate giornalistiche, pubblicato libri di successo (come "Socialista di Dio"), e alcuni dei suoi programmi sono veri e propri cult: dal Processo alla tappa a Nascita di una dittatura e La notte della Repubblica (20 puntate, una più avvincente dell'altra, sugli anni di piombo).

Chissà che sensazioni risveglieranno in Zavoli quei ricordi ormai lontani, per di più nel luogo in cui Panzini visse a lungo: l'incontro si preannuncia emozionante e con qualche sorpresa.

 

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Nel corso della serata, Ermanno Morri, presidente dell'Azienda di Soggiorno negli anni in cui Zavoli si aggiudicò il Premio, leggerà proprio il bando di concorso e le motivazioni che fecero propendere la giuria (di cui faceva parte anche Marino Moretti) per il riconoscimento a Sergio Zavoli. Un tuffo nel passato, e non sarà l'unico. 

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