Giro d'Italia, Marangoni: "Sarò al servizio del capitano Nibali: vogliamo il Giro"

Giro d'Italia, Marangoni: "Sarò al servizio del capitano Nibali: vogliamo il Giro"

Giro d'Italia, Marangoni: "Sarò al servizio del capitano Nibali: vogliamo il Giro"

"Il destino mi ha voluto a Torino, spero tanto mi voglia pure a Milano...". Il suo post scritto su Twitter, è la sintesi migliore del Giro d'Italia di Alan Marangoni, altro romagnolo che sarà alla corsa rosa. Una presenza inaspettata, con la convocazione arrivata a sorpresa pochi giorni fa. "Sì, è stata una bella sorpresa - conferma l'atleta romagnolo - ma sono pronto a dare il massimo. Ci sarà tanto da lavorare perchè la mia squadra punta a vincere il Giro".

 

La sua squadra è la Liquigas, in cui milita anche Vincenzo Nibali, da tutti individuato come uno dei potenziali vincitori. "Per me lui è il favorito numero uno - dice Alan, 27 anni di Lugo - anche se la concorrenza con cui dovrà fare i conti è di tutto rispetto. Io farò la mia parte: mi sento bene, ho corso tanto e sono pronto ad affrontare un Giro che sicuramente sarà tosto".

 

La fatica non può spaventare chi ha scelto uno sport che si basa sulla fatica, sul sudore, sul sacrificio. E lo ha scelto dall'età di 9 anni: "Oggi, a quasi vent'anni di distanza - racconta Alan - fa un certo effetto essere qui e trovare tra gli avversari, un amico che è sempre stato dall'altra parte della barricata: Matteo Montaguti". Montaguti, assieme a Belletti e Savini, è uno dei quattro romagnoli al Giro.

 

"Matteo è un uomo da fughe - ragiona Marangoni parlando dalla sua camera d'albergo - e certamente avrà occasioni per mettersi in luce nelle tappe intermedie, in quelle ondulate e adatte alle fughe". Più facile pronosticare il Giro di Manuel Belletti: "E' uno dei velocisti più spettacolari che ci siano - dice Alan - è capace di fare sprint di trecento metri, una dote non da tutti. Potrà fare molto bene, specie se saranno volate lunghe, meno se si tratta di volate 'cattive' e affollate".

 

Anche Savini ha un futuro da protagonista al Giro. "Filippo - spiega Marangoni - ha già dimostrato di essere in grado di fare qualsiasi cosa in salita". E lui, Alan, si prepara a tre settimane di fuoco e di lavoro. Cominciate con una certa emozione alla presentazione delle squadre a Torino, ma non senza polemiche: "Oltre tre ore in piedi in mezzo a così tanto caos, alla vigilia di una Giro così duro, non è il modo migliore per partire".

 

Alan è sereno e ha voglia di scherzare: "Ora però voglio sapere cosa hanno detto di me i miei colleghi romagnoli". Unanimi le previsioni: un giro da gregario, al servizio di capitan Nibali: "Beh hanno ragione, e lo farò con grande piacere".  

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