Giustizia vicina al collasso in Emilia-Romagna: "Tempi lunghissimi"

Giustizia vicina al collasso in Emilia-Romagna: "Tempi lunghissimi"

Giustizia vicina al collasso in Emilia-Romagna: "Tempi lunghissimi"

I tempi della giustizia sono anche da noi "insopportabilmente lunghissimi". E con questa definizione che il presidente della Corte d'appello di Bologna, Giuliano Lucentini, da' il via in Emilia-Romagna all'anno giudiziario 2009. Il nostro è un "sistema giudiziario che versa in condizioni gravemente critiche". La situazione, in effetti, appare drammatica: crescono i carichi dei Tribunali, lo smaltimento dei procedimenti e' lento, manca il personale e i tempi si dilatano.

 

Considerando i processi civili e penali tra l'1 luglio 2007 e il 30 giugno 2008, nei Tribunali dell'Emilia-Romagna sono stati iscritti 154.634 procedimenti civili, con una crescita del 4%: significativo, sottolinea Lucentini, l'aumento degli espropri (immobiliari del 19% e mobiliari del 9%), dei provvedimenti di rilascio immobili (piu' 65%) e dei fallimenti (piu' 10%).

 

Dati nei quali Lucentini legge anche il peso del "difficile momento economico" e questi dati sono "chiara espressione delle difficolta' in cui versano famiglie e imprese". In campo penale, i processi giunti a dibattimento, nei tribunali monocratici e collegiali, sono 21.989, poco meno dell'anno precedente. Quelli definiti, invece, ovvero arrivati a sentenza, sono 22.410.

 

Rimangono pendenti, fa sapere Lucentini, 14.129 processi, con un calo del 6%. La leggera diminuzione delle nuove iscrizioni, dice il presidente della Corte d'appello, non deve consolare perche', di contro, si registra una "recrudescenza di alcuni reati di maggiore allarme sociale": le violenze sessuali sono aumentate del 19%, le rapine del 3%, le estorsioni del 4%, i reati contro la pubblica amministrazione del 14%, i furti dell'1,4%, i reati di pedofilia del 10%, gli omicidi colposi del 9%.

 

Le "condizioni critiche" riguardano tutti i nove tribunali dell'Emilia-Romagna. Nel settore civile, soltanto tre (Modena, Parma, Reggio-Emilia) riescono a chiudere piu' procedimenti di quanti ne arrivino di nuovi, due restano piu' o meno in pari (Ferrara e Forli'), mentre gli altri quattro vedono aumentare ogni anno il carico di processi pendenti. La situazione del settore penale non e' migliore: prendendo in esame il carico di procedimenti del giudice monocratico (la maggior parte), sono soltanto quattro (Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia) i Tribunali in cui il numero di processi che si chiudono e' piu' alto di quelli in entrata.

 

Drammatica, poi, la situazione della Corte d'Appello di Bologna, a cui servono dai tre ai sei anni per chiudere un procedimento. "Chi ad essa chiedesse, oggi, di pronunciarsi- dice infatti Lucentini- avrebbe la sentenza in un periodo compreso fra il 2012 e il 2015". E anche la capacita' di smaltimento, che e' del 20,7%, e' inferiore alla media nazionale (24%): in pratica, viene chiuso solo un procedimento su cinque di quelli in carico.

 

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Per quanto riguarda le cause civili, la durata media e' di tre anni e cinque mesi (quattro mesi piu' dell'anno scorso), ma si alza per le cause in materia di lavoro (quattro anni e tre mesi) e per le successioni (quattro anni e quattro mesi). Nei due gradi di giudizio, la durata complessiva del processo e' di nove anni e un mese. Passando al penale, invece, dei 21.387 processi monocratici chiusi tra il luglio 2007 e il giugno 2008, il 56% si e' concluso entro sei mesi, il 20,4% entro l'anno, il 15% entro i due anni e l'8% oltre. Delle 809 sentenze collegiali, il 34% e' arrivata entro 6 mesi, il 21,6% entro l'anno, il 25% entro i due anni e il 18,8% oltre i due anni.

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