Gravina, fratellini morti per fame e freddo?

Gravina, fratellini morti per fame e freddo?

Una lenta agonia. Prende sempre più corpo l’ipotesi che Francesco e Savaltore Pappalardi, i fratellini trovati morti in un pozzo nei presi di un casolare abbandonato a Gravina in Puglia, sia deceduti per colpa della fame e del freddo a prescindere che siano caduti o gettati da qualcuno nella cisterna. Secondo il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, i due bambini hanno “subito un’orribile morte”, anche se la sensazione deve confortata da dati tecnici.

Da alcuni dati emergerebbe che i bambini possano essere rimasti ancora in vita per un po’ dopo esser stati gettati o caduti nel pozzo. I corpi, ad una quindicina di metri di distanza l’uno dall’altro, non sono stati trovati in corrispondenza dell'imboccatura del pozzo. Ciò significa che non sono rimasti fermi dopo essere stati gettati o caduti nel pozzo. I due corpi, inoltre, sarebbero stati trovati in posizione fetale. Le salme dei due fratellini, dopo esser state recuperate, sono state portate al Policlinico, dove nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Bari, dove la madre Rosa Carlucci sarà chiamata al riconoscimento ufficiale.

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“Mi sento di escludere categoricamente la caduta accidentale dentro il pozzo dei due bambini” ha riferito il Questore di Bari, Enzo Speranza, che ha precisato che il luogo del ritrovamento era già stato ispezionato in passato durante le ricerche dei fratellini. Il Questore ha confermato che il quadro accusatorio “al momento resta in piedi”.

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