Gruppi su Facebook pro-Tartaglia, Ronchi: ''Bisogna oscurarli''

Gruppi su Facebook pro-Tartaglia, Ronchi: ''Bisogna oscurarli''

Gruppi su Facebook pro-Tartaglia, Ronchi: ''Bisogna oscurarli''

ROMA - "Tartaglia ha sbagliato doveva sparargli". "Credo che quest'uomo nella sua 'infermità abbia solo fatto ciò che è normale!". "E' sempre troppo poco, doveva colpire meglio". Sono solo alcune delle frasi che si possono trovare su Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, il 42enne che domenica sera ha aggredito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del comizio che ha tenuto in piazza Duomo a Milano.

 

In poche ore sono sorti numerosi gruppi pro-Tartaglia al quale hanno aderito decine di migliaia di persone. Il ministro l'Interno, Roberto Maroni, secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera", sta valutando di "oscurare i siti internet che incitano alla violenza". Anche il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, ha chiesto al Viminale di bloccare le pagine "in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio".

 

Non è la prima volta che esponenti della maggioranza hanno chiesto di oscurare alcuni gruppi comparsi sul social network perché, a loro dire, inneggiano all'odio politico. A fine ottobre la procura di Roma aveva aperto un fascicolo d'inchiesta su un gruppo avviato su Facebook dal titolo "Uccidiamo Berlusconi" con l'ipotesi di reato di minacce gravi. Nel frattempo, sul popolare social network sono nati anche parecchi gruppi di sostegno al Cavaliere: da "In carcere Tartaglia" a "Ergastolo per Tartaglia" fino a "Solidarietà per la vile aggressione".

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