Hera, la Romagna diventa prima azionista. Nadia Masini: ''Impensabile tornare indietro''

Hera, la Romagna diventa prima azionista. Nadia Masini: ''Impensabile tornare indietro''

CESENA - Un patto di ferro tra 62 Comuni romagnoli per incidere nelle scelte strategiche di Hera spa, il colosso pubblico privato che gestisce i servizi pubblici. Dai sindaci di Cesena, Imola, Ravenna, Forlì e Rimini la “benedizione” ad operazioni di aggregazione tra Hera e altre società del settore. ''Dobbiamo guardare con interesse verso nord'', è stato l'invito dei primi cittadini. Masismo Marchignoli, sindaco di Imola, sarà il presidente del patto.


Il patto di sindacato siglato fra i comuni romagnoli azionisti di Hera fa della Romagna il primo azionista in termini perentuali del gruppo, visto che complessivamente le sole istituzioni locali detengono il 20,53% della holding. Una quota importante che d'ora in avanti difficilmente potrà essere sottovalutata dai manager del gruppo nell'operare le scelte fondamentali per la società.


La prima di queste scelte pare essere proprio quella di ''ampliare le dimensioni del progetto'', andando oltre il perimetro attuale. In alte parole ciò significa concretizzare quei contatti e quei rapporti avviati con alcune altre multiutility locali, come l'emiliana Enìa altre realtà analoghe in altre regioni.


Una fusione, quella con Enia, che potrebbe essere favorita dalla vittoria del centrosinistra alle elezioni comunale di Parma, comune fino ad oggi governato dal centrodestra e che si è sempre opposto alle nozze Hera-Enia.


“In Romagna già da tempo abbiamo fatto sistema – ricorda il sindaco di Cesena, Giordano Conti, che ha ospitato in Municipio la presentazione del Patto -. Lo abbiamo fatto in campo sanitario, lo abbiamo fatto con l’acqua e lo stiamo facendo con la logistica”. Oggi la formula si ripete con Hera, “che è una spa – sottolinea Conti – ed in quanto tale a contare sono le azioni”.


A questo punto, secondo il sindaco di Cesena, Hera “è un progetto vincente e di successo, che è diventato molto appetibile e che ha oggi la possibilità di allargarsi”. Tuttavia il primo cittadino cesenate ricorda che “Hera non è una cosa astratta” che sta sul listino di borsa, ma “una società che sentiamo nostra” e della quale con questo patto “vogliamo indirizzare le politiche di sviluppo”.


Massimo Marchignoli, sindaco di Imola e probabile presidente del Patto di sindacato, ricorda la scelta operata al momento della nascita di Hera. “O vendevamo le nostre aziende municipali o lanciavamo la sfida dell’impresa industriale a maggioranza pubblica”. Gli amministratori scelsero questa seconda strada “per attrezzare il territorio ad affrontare le sfide dello sviluppo”.


Ma il processo non è finito. “Se consideriamo esaurita la dimensione della sfida – osserva Marchignoli – commettiamo un errore di prospettiva. Dobbiamo guardare con interesse al versante nord per superare le frammetanzioni ed ampliare il perimetro della nostra impresa”.


Per Nadia Masini, sindaco di Forlì, questa nuova intesa tra i 62 comuni romagnoli “consoliderà il rapporto tra tutte le realtà istituzionali del nostro territorio, che già collabora proficuamente sui temi della Sanità, dell’Università, dell’approvigionamento idrico e su tanti altri settori”. Secondo la prima cittadina forlivese “è imprensabile, come qualcuno chiede, tornare indietro alle vecchie aziende municipalizzate”.


Il patto siglato tra i 62 sindaci romagnoli l’obiettivo è fare in modo che ci possano essere “ancora più efficacia e più qualità” nei servizi erogati da Hera. Nadia Masini, poi, ricorda che i trenta comuni della provincia di Forlì-Cesena avevano già unito le proprie forze all’interno della holding.


Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna, sottolinea come il patto “vuole rafforzare il radicamento territoriale dell’azienda” e ammette che “molte cose potrebbero essere fatte meglio”. Tuttavia si pone una domanda: “Qualche sarebbe oggi la situazione dei nostri servizi pubblici se non anni fa non avessimo compiuto la scelta di Hera?”. Matteucci, in sintonia con i suoi colleghi, evidenzia come il patto di sindacato all’interno della multiutility romagnolo-bolognese sia “la conferma di un ottimo livello di cooperazione tra i territori”.


“Qualità, efficienza ed efficacia” sono invece per Alberto Ravaioli gli obiettivi cardine che il patto vuole perseguire. Anche Ravaioli, osservando che “il mondo dei servizi pubblici è in grande trasformazione”, ammette che “dobbiamo continuare sulle aggregazioni, per raggiungere quelle dimensioni che ci consentiranno di perseguire gli obiettivi che ci siamo posti”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Con questo patto, prosegue Ravaioli, “vogliamo dire che al Romagna ha un peso dentro ad Hera, e che questo non può essere dimenticato nella conduzione strategica della società”.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -