Hotel, ristorazione, catering: questo il futuro degli stabilimenti Sfir

Hotel, ristorazione, catering: questo il futuro degli stabilimenti Sfir

FORLIMPOPOLI – E’ stato siglato lunedì mattina in Regione l’accordo per la riconversione produttiva degli ex zuccherifici Sfir di Forlimpopoli e Pontelagoscuro (Ferrara). Per lo stabilimento di Forlimpopoli il progetto prevede una soluzione totalmente diversa da quella precedentemente presentata dalla società (che voleva una centrale elettrica a biomasse da 22 Mw). Nello stabilimento si produrranno nuovi alimenti per consumi fuori casa per hotel, ristorazione e catering.


Come ha spiegato il presidente della Sfir, Mario Riciputi, nello stabilimento ci si occupera anche della realizzazione di una moderna piattaforma logistica, funzionale alle attività produttive (non solo della Sfir, ma anche di altre aziende del territorio) ed alla struttura di packaging e distribuzione della società; della ricerca e sviluppo di prodotti alimentari salutistici; dell’integrazione del reparto di confezionamento dello zucchero esistente nel sito con le nuove attività. L’investimento complessivo a regime è stimato in 8 milioni di euro ed il fatturato atteso sempre a regime di 12 milioni. I tempi di realizzazione sono previsti in 36 mesi e l’occupazione in 45-50 unità. I restanti lavoratori dell’ex zuccherificio (una decina) troveranno impiego in altre attività della Sfir.


L’impianto di Pontelagoscuro, che quest’anno ha effettuato la sua ultima campagna, verrà sostituito da un nuovo stabilimento nel territorio di Argenta che produrrà e commercializzerà trasformati e derivati a base di pomodoro (concentrato, passata, polpa, salse); sughi pronti, condimenti e zuppe; derivati della frutta (succhi, frutta monodose, alimenti per l’infanzia). Nel nuovo stabilimento proseguirà l’attività di logistica ed imballaggio dello zucchero, per il mantenimento della Sfir sul mercato della commercializzazione dello zucchero in Italia. L’investimento previsto dalla Sfir è di 25 milioni di euro ed il fatturato atteso a regime di 50 milioni. I tempi ipotizzati per la prima campagna di lavorazione sono di 16 mesi e l’occupazione a regime sarà di 50 addetti.


Resta immutato infine l’impegno della Sfir sul fronte dello sviluppo dell’energia da biomasse e del coinvolgimento degli agricoltori in Emilia-Romagna.


“ Con gli accordi di oggi – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni – abbiamo ormai positivamente concluso il percorso di riconversione di sei zuccherifici dismessi su sette: manca all’appello soltanto l’impianto di Ostellato. Un percorso nel quale non sono mancati le difficoltà e gli ostacoli, che si sono potuti superare con un paziente confronto e una ricerca condivisa delle soluzioni con tutte le componenti interessate, dando ai lavoratori una prospettiva certa di occupazione”. “La Sfir – ha proseguito Rabboni – ha saputo collocarsi in una prospettiva agroalimentare di qualità, arricchendo il patrimonio regionale delle attività in questo settore”. “Ora - ha detto l’assessore – bisognerà vigilare perché gli impegni vengano mantenuti”.

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Per quanto riguarda le agroenergie – altro tema strategico della riconversione degli zuccherifici dismessi – i tre impianti previsti a Russi, Finale Emilia e Bondeno hanno dato impulso ad una nuova filiera legata alle coltivazioni locali che ora si va consolidando, ha concluso Rabboni, soprattutto con la realizzazione di piccoli impianti di produzione elettrica, che trova nel Programma di sviluppo rurale un importante sostegno finanziario.

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