I magistrati contro il reato di clandestinità: "Gravissime disfunzioni"

I magistrati contro il reato di clandestinità: "Gravissime disfunzioni"

I magistrati contro il reato di clandestinità: "Gravissime disfunzioni"

Il reato di clandestinità non piace neppure ai magistrati. Il presidente dell'associazione nazionale magistrati (Anm) Luca Palamara, aprendo il 29esimo congresso dei togati, ha infatti messo in guardia sulle "gravissime disfunzioni per il sistema giudiziario e per il sistema carcerario" che verrebbero introdotte in Italia con questo nuovo reato, che prevede una pena sino a 4 anni di carcere e l'arresto obbligatorio in flagranza per chi entra illegalmente in Italia.

 

Secondo Palamara, nelle aree del meridione a più alta densità di ingressi irregolari, per gli uffici preposti "sarebbe praticamente impossibile celebrare ogni giorno centinaia di udienze di convalida dell'arresto e processi per direttissima. Tutto ciò, senza alcun reale beneficio in termini di effettività delle espulsioni e riduzione del fenomeno dell'immigrazione clandestina".

 

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I magistrati esprimono perplessità anche riguardo "l'aggravante comune legata alla condisione di irregolarità dello straniero sul territorio nazionale che, ove non diversamente calibrata potrebbe determinare un aumento della pena esclusivamente in ragione della condizione soggettiva del colpevole anche nei casi in cui non si ravvisi alcuna incidenza sul disvalore del fatto determinando in tal modo una eventuale incompatibilità con il principio di eguaglianza".

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