Il capo Dipartimento della Protezione Civile Gabrielli in visita a Forlì

Il capo Dipartimento della Protezione Civile Gabrielli in visita a Forlì

Il capo Dipartimento della Protezione Civile Gabrielli in visita a Forlì

FORLI' - Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Franco Gabrielli, ha vistato martedì mattina la struttura del Centro unificato provinciale di Protezione Civile di via Cadore 75 e per toccare con mano il sistema della protezione civile dell'Emilia Romagna. La visita, avvenuta alla presenza di circa 150 persone, è servita anche per incontrare i tanti volontari che formano la spina dorsale della protezione civile nella provincia di Forlì-Cesena.

 

>LE IMMAGINI DELLA VISITA

 

Presenti anche Paola Gazzolo, assessore regionale alla Sicurezza del territorio e Demetrio Egidi, direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile, oltre a Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna. Come autorità locali, hanno relazionato il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, il prefetto Angelo Trovato, l'assessore alla Protezione Civile della Provincia di Forlì-Cesena Guglielmo Russo e il presidente del Coordinamento provinciale del volontariato di Protezione Civile Lorenzo Mirelli.

 

E' stato il presidente della Provincia Massimo Bulbi a ricordare i numeri della protezione civile nel territorio di Forlì-Cesena: "Ben 600 uomini e donne, giovani e adulti, che da anni si spendono con passione e impegno per svolgere un compito indispensabile, per garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio provinciale". La Provincia di Forlì-Cesena, ha ricordato Bulbi, "ha predisposto il Piano provinciale d'emergenza, con l'istituzione del servizio di reperibilità provinciale 24 ore su 24, la definizione di un modello di intervento e la promozione del Coordinamento provinciale di protezione civile, costituito da 39 associazioni". Infine, il presidente ha ricordato i "140 dissesti del territorio nel solo inverno 2010, la frana di Corniolo, gli eventi di Roversano e Mercato Saraceno, il crollo delle Mura Malatestiane a Roncofreddo e le esondazioni di quest'anno di Cesenatico. Tutti eventi che pesano per oltre 20 milioni di euro nel 2010 e 15 milioni nel 2011".

 

Successivamente ha preso la parola il prefetto di Forlì-Cesena Angelo Trovato, seguito dal vice-presidente della Provincia con delega alla Protezione civile Guglielmo Russo: "Il cuore del nostro sistema è il volontariato, che promuoviamo e sosteniamo. Oggi il nostro volontariato è altamente professionalizzato, abbiamo realizzato corsi di formazione per gli operatori, con oltre 400 persone formate negli ultimi anni. Questa è una delle eccellenze del nostro territorio". E per i volontari ha preso la parola il presidente del Coordinamento provinciale Lorenzo Mirelli: "Le persone che operano nella protezione civile sentono lo spirito del volontariato, sono prima di tutto un gruppo di persone di cuore".

 

Ha dato le cifre dell'impegno a favore della Protezione Civile, l'assessore regionale con la delega alla Sicurezza del territorio Paola Gazzolo: "Nella provincia di Forlì-Cesena negli ultimi anni sono stati spesi 30,5 milioni di euro su 160 interventi, con risorse sia dello Stato che della Regione. A questi si aggiungono 2,7 milioni per interventi indifferibili e urgenti, altri 2,7 per il potenziamento dei centri di protezione civile, che oggi sono 49 nella provincia di Forlì-Cesena, circa il 12% di tutti quelli presenti sul territorio regionale. Infine altri 488mila euro sono i fondi andati per il potenziamento della Colonna Mobile". Demetrio Egidi, direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile ha sottolineato la fragilità del territorio "che necessita di un sistema organizzato e integrato". La preoccupazione di Egidi, in particolare, è "l'azzeramento, non la riduzione, dei fondi che può determinare un effetto molto negativo sulle strutture e sulle convenzioni in essere".

 

Ha quindi preso la parola il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani che ha puntato su uno specifico problema: "In questa regione abbiamo tenuto sempre la protezione civile nell'ambito delle sue funzioni originarie. Non è successo lo stesso con la protezione civile nazionale. Non ho mai rinunciato a dire che la protezione civile non può fare ogni cosa, come le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, i campionati di nuoto e la visita del Santo Padre, che non sono emergenze. Dall'altra parte critico le esasperazioni opposte: la protezione civile non può passare dalla Corte dei Conti per la gestione di un'emergenza. Vanno benissimo tutti i controlli, ma che non interferiscano con l'operatività".

 

Ha concluso il capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Franco Gabrielli: "La protezione civile deve gestire le emergenze, fare prevenzione e operare per la mitigazione dei rischi. C'è stata una legge che ha consentito ai governi di utilizzare le strutture di protezione civile anche per altri scopi e un po' tutti i governi se ne sono avvalsi. Se ci sono state delle attività che andavano ricondotte all'ordinario, non è giusto che lo siano ora anche le attività di gestione dell'emergenza".


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