Il cardinale Ersilio Tonini più forte della Champions League

Il cardinale Ersilio Tonini più forte della Champions League

FORLI' - Nemmeno la finale televisiva della sfida calcistica di “Champions League” fra Milan e Liverpool, vista da un quinto della popolazione italiana, è riuscita a frenare la forza catalizzatrice del cardinal Esilio Tonini (93 anni portati meravigliosamente): mercoledì 23 maggio, alla conferenza tenuta dal principe della chiesa nella parrocchia forlivese di Santa Maria del Fiore su “I Giovani e le sfide del mondo d’oggi”, erano presenti almeno 200 persone.


Ai numerosi giovani intervenuti nonostante la concomitanza del grande evento sportivo, Tonini, in gran forma a dispetto delle 93 primavere, ha lanciato la battuta d’esordio: “Evidentemente siete juventini come me”.


Il cardinale, da esperto comunicatore, ha poi affrontato il tema affidatogli dal responsabile del “Gruppo Preghiera di Padre Pio” Davide Marchetti promotore della serata, andando subito al nocciolo della questione: “La crisi d’identità dei giovani d’oggi coincide con quella della famiglia”. In Italia, paese travagliato, segnato dal “Family Day” e dal suo esatto contrario e che continua ad inanellare governi incapaci di dare alla famiglia il ruolo di agenzia privilegiata dell’educazione e formazione dell’uomo, i giovani non sanno più a chi affidarsi.


“E’ naturale crescere e chiedersi i perché della vita, ma c’è rimasto qualcuno all’orizzonte disposto ad ascoltare i nostri ragazzi?”. Tutto il problema dei giovani d’oggi, superficiali e disorientati, sta nella mancanza del dialogo in famiglia. “Genitori – invoca a più riprese il cardinale – parlate fra di voi, pregate insieme, confrontatevi, date fiducia ai vostri figli ed ascoltateli”. L’arcivescovo emerito di Ravenna riporta l’esempio dell’amata madre, scomparsa in età avanzata ma perfettamente lucida. Nel momento del trapasso, la donna chiama al capezzale i cinque figli, annunciando la morte imminente e dando ad ognuno le rispettive consegne. Ma su una cosa in particolare è chiara: “Vogliatevi bene e dialogate. E tu, Ersilio, curali tutti”. I genitori devono farsi vedere in famiglia intenti al dialogo, “perché i figli osservano, e poi giudicano”.


Un’incomprensione coniugale si ripercuote inevitabilmente sulla prole: “Se non gareggiate in stima reciproca, magari dopo aver parlato a lungo fra di voi, non trasmettete fiducia alcuna”. Al termine dell’incontro, Tonini risponde ad alcune domande specifiche: “Una figlia adolescente ha bisogno di parlare con i genitori, ma anche di una carezza, soprattutto del padre”. Non mancano critiche ad una parte delle forze politiche italiane, che propugnano l’aborto come conquista di civiltà: “Chiedetelo alle madri che hanno abortito: Uccidere una vita in grembo è un crimine nei confronti di un essere indifeso, ma è anche foriero di drammi irrisolvibili per tante donne”.


Piero Ghetti

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