Il centro storico di Forlì? Un grande Iper a cielo aperto

Il centro storico di Forlì? Un grande Iper a cielo aperto

Il centro storico di Forlì? Un grande Iper a cielo aperto

FORLI' - Centri storici che funzionano come centri commerciali, con le stesse logiche unitarie di sviluppo, organizzazione e promozione. Per valorizzare il centro storico di Forlì come "centro commerciale naturale", la Provincia di Forlì-Cesena ha ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento di progetto pilota, finalizzato a sperimentare sul territorio regionale le migliori esperienze europee, in aggiunta ai normali bandi per la concessione di contributi al settore del commercio

 

Il progetto pilota sarà finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per 200.000 euro, a cui si aggiungono altri 100.000 euro di compartecipazione locale, a carico di Comune di Forlì e soggetti privati. Da parte sua, l'Amministrazione comunale di Forlì ha definito un articolato e corposo studio sulla valorizzazione sostenibile del centro storico, che ha visto il coinvolgimento di tutti gli i portatori di interessi cittadini, che sta entrando nella sua fase attuativa.

 

A far preferire Forlì per l'assegnazione dei finanziamenti speciali del progetto pilota sono stati l'attività già sviluppata da ‘Forlì nel cuore', che, ai fini della candidatura, ha indicato l'esistenza di una "regia unitaria" del centro storico cittadino già attiva e funzionante ed il "Patto territoriale per il consolidamento e lo  sviluppo armonico del centro storico", sottoscritto da Comune di Forlì, sindacati, associazioni di categoria e "Centro commerciale Punta di ferro".  ‘Forlì nel cuore' è lo strumento attivato nel 2010 dal Comune di Forlì per promuovere gli eventi di animazione e la promo-commercializzazione. Promotori e soci della società cooperativa consortile sono il Comune di Forlì e le associazioni di categoria del commercio, Confcommercio e Confesercenti, e dell'artigianato Cna e Confartigianato. Il Comune ha destinato a questa struttura 100.000 euro di sostegno per il primo anno (2010) e la stessa dotazione di base di 100.000 euro è prevista nel bilancio 2011 dell'ente. Nel primo anno di attività, hanno aderito alla società 166 imprese del centro storico, così suddivise per settore di appartenenza: 70% commercio al dettaglio, 21% esercizi pubblici (bar e ristorazione), 5% servizi alla persona (attività di acconciatura, di panificazione, altre), 4% altre attività.

 

Il contributo regionale non sarà finalizzato ad investimenti in opere, ma finanzierà progetti specifici indirizzati alla progettazione integrata del centro storico visto come "centro commerciale naturale". Tra i possibili interventi il coordinamento degli orari degli esercizi, il layout comune, la promozione, gli eventi di richiamo, l'organizzazione della sosta, ma anche, ad esempio, l'innovazione dei servizi, il miglioramento delle vetrine, la gestione degli affitti dei locali vuoti ai fini del giusto mix di offerta commerciale. In relazione anche alla modifica degli orari attuata dal Comune di Forlì nel 2011, la gestione degli orari di apertura "effettivi" di pubblici esercizi e negozi sarà prioritaria, con particolare riferimento ai periodi delle grandi mostre dei Musei San Domenico e alla programmazione di iniziative e attività promozionali in varie aree del centro. Altri ambiti di intervento potranno riguardare le agevolazioni su mezzi pubblici e sosta e la definizione di accordi con le proprietà immobiliari per singole strade o aree, finalizzati al re-insediamento di attività commerciali, artigianali e di servizio. Sarà il soggetto titolare del progetto, cioè il Comune di Forlì, a stabilire le priorità da finanziare con il contributo della Regione, attraverso il soggetto gestore.

 

Il finanziamento prevede anche una funzione della Regione come "tutor", per approfondire l'esperienza che verrà svolta a Forlì e renderla trainante per l'intero territorio regionale. Per questo è prevista anche un'azione di "benchmarking", vale a dire di confronto diretto con le soluzioni già adottate in Italia e all'estero per la risoluzione di specifici problemi connessi alla valorizzazione dei centri storici.

 

Commenta l'assessore regionale al Commercio Maurizio Melucci: "Ritengo che si sia fatta una scelta corretta nell'individuare il Comune di Forlì per uno dei progetti pilota. Il lavoro prodotto negli anni passati dal Comune sul centro storico rappresenta un patrimonio importante che può essere valorizzato e sviluppato nel prossimo anno per far diventare l'organizzazione del centro storico di Forlì un punto di riferimento ed una esperienza utile per tutto il sistema regionale".

 

Aggiunge il vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena, con delega allo Sviluppo economico Guglielmo Russo: "Al tavolo di concertazione la Provincia ha lavorato con convinzione affinché Forlì diventasse uno dei progetti pilota per l'intera regione. Nel sostenere la candidatura, crediamo che la strada intrapresa sia quella giusta e che ‘Forlì nel cuore' debba diventare uno strumento sempre più operativo ed efficace per sviluppare tutte le iniziative con l'obiettivo che il centro storico forlivese torni ad essere competitivo. Il riconoscimento del progetto pilota fornirà importanti risorse per accrescere l'attrattività del centro".

 

Così, infine, l'assessora allo Sviluppo economico del Comune di Forlì, Maria Maltoni: "Il Comune di Forlì è molto soddisfatto per essere stato scelto per la realizzazione di questo progetto pilota, che contribuirà, unitamente al più ampio progetto per il centro storico in fase di attuazione, a rendere Forlì una città di impronta europea. Desidero perciò esprimere un ringraziamento non solo alla Provincia ed alla Regione, ma anche alle associazioni di categoria ed ai sindacati che hanno reso possibile il processo di concertazione che è alla base di questo lavoro unitario per la promozione del centro commerciale naturale. Sono certa che la struttura attuativa che abbiamo individuato, cioè ‘Forlì nel cuore' saprà fare un salto di qualità per rispondere alle sfide che si pongono nel suo secondo anno di attività, in particolare con l'approvazione di questo importante progetto".

Commenti (11)

  • Avatar anonimo di Nicola
    Nicola

    Del resto, con una politica di sgravi sull’utilizzo del suolo delle aree davanti alle attività commerciali e culturali, si potrebbe creare una nuova atmosfera paragonabile ai bei momenti dei mercoledì del cuore. Altri casi in giro per l’Emilia Romagna ci sono già, da Rimini e Ravenna a Reggio Emilia e Piacenza, tutte città dove l’estensione delle aree pedonali è molto più ampia di quella di Forlì e che vedono un centro storico dinamico ed in espansione economica, nonostante i tanti ipermercati. D’altronde, non occorre andare lontano per rendersi conto che le aree pedonali funzionano anche da volano di sviluppo, basta infatti ricordarsi di quella di Forlì, la quale sta permettendo da sola di far sopravvivere molte attività economiche. Tuttavia, le aree pedonali in se non sono sufficienti, occorre anche valorizzare le opportunità e i servizi che il centro storico offre. Ciò potrebbe essere garantito da un Piano Regolatore degli Orari (presente già in molte città), ossia la regolamentazione dell’apertura degli uffici pubblici e delle attività economiche funzionali agli orari di lavoro e di vita dei cittadini e dei lavoratori. Avere degli orari diversi e alternati consentirebbe a tutti, sia lavoratori che cittadini, di organizzare meglio la propria giornata e di godere appieno di molte attività che spesso non si ha la possibilità di svolgere, ovviamente i cambiamenti dovranno essere concordati con i lavoratori interessati in un percorso di partecipazione diretta dei cittadini. Pertanto è necessario costruire un percorso di Democrazia Partecipata dal basso (completamente dimenticata dall’Amministrazione Comunale) ed invito tutti i cittadini a dare la propria adesione in vista della costituzione di un Comitato per il rilancio del centro Storico e la raccolta delle firme per un Referendum consultivo con il quale chiedere all’Amministrazione comunale di estendere l’Area pedonale del Comune di Forlì. Nicola Candido

  • Avatar anonimo di Nicola
    Nicola

    Più concretamente, il Campus universitario, gli studentati, le librerie, le biblioteche, i negozi tecnologici, etnici, i bar e le pasticcerie, il museo, i palazzi storici, il teatro, i circoli e tutte le attività commerciali del Centro non devono continuare ad essere isole irraggiungibili, ma devono diventare punti di snodo e aggregazione all’interno di un’ampia area pedonale armonizzata, nella quale si possano trovare tutti i servizi e svolgere tutte le attività quotidiane. Insomma, il centro storico deve essere rilanciato come tale e non solo come “Centro Commerciale a cielo aperto” (idea già sorpassata in molti paesi europei anche se trasversalmente riproposta) in cui si arriva in auto e tutto si trova a portata di carrello, perchè su questo piano non può certo competere con i moderni Ipermercati, a meno che non si voglia spianare qualche palazzo storico.

  • Avatar anonimo di Nicola
    Nicola

    Occorre una vera proposta alternativa. Lo sviluppo economico, come è stato evidente in questi anni, non passa tramite il costo dei parcheggi, le animazioni estemporanee o delle “serate” una tantum. Occorre avere una visione più ampia e idee chiare. Innanzi tutto collocando realisticamente il rilancio all’interno della crisi dei consumi e dell’apertura del’Ipermercato. Per quest’ultimo motivo, infatti, il rilancio economico del centro storico passa inevitabilmente tramite il rilancio dell’idea del Centro cittadino e della creazione di un “Luogo della Comunità” alternativo rispetto allo squallore modernista dei Centri Commerciali e, allo stesso tempo, in grado di essere un luogo godibile e con un valore identitario forte. Le persone non sono più attratte dalla semplice comodità del parcheggio, o dai prezzi dei negozi, o dai tipi di attività, ma dell’idea che si ha di un luogo ovvero dell’importanza che esso ha nell’immaginario dei cittadini. Per implementare questo nuovo “Luogo della Comunità” forlivese occorrono scelte coraggiose e radicali, perché esso deve diventare “unico” e attraente per molti periodi dell’anno, oltre che agganciato alle risorse già presenti e pienamente godibile.

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    non ci siamo proprio...il centro funziona a periodi indipendentemente da manifestazioni culinarie e culturali a parte...molte zone sono inguardabili da vedere, negozi deserti e indecenti, pochi spazi per giovani e sopratutto il nuovo palazzo talenti-framonti che langue senza un progetto serio...se non lo sapete cara fondazione e comune, ci vuole una boccata d'ossigeno in tempi rapidissimi

  • Avatar anonimo di materazzi
    materazzi

    Quando leggo che l'Assessore Maria Maltoni sostiene che questo progetto unitamente al più ampio progetto per il centro storico renderà Forlì una città di impronta europea mi viene il mal di pancia, ......mi creda , basterebbe dargli un impronta e sarebbe già tanto, non si allarghi con le dichiarazioni e magari si faccia un giro prima di dire sciocchezze a cui nessuno crede.

  • Avatar anonimo di AlexD
    AlexD

    Ma noooooooo....ma quale Iper a cielo aperto!!! Non ci siamo proprio. Ci vorrebbero negozi un po' più ricercati....fare concorrenza all'Iper è una specie di suicidio!

  • Avatar anonimo di piadina
    piadina

    e dai con quest'ansia di chiudere la circolazione alle auto...ma ancora non si è arrivati a capire che se il centro non è comodo da raggiungere i forlivesi in centro non ci vanno?? e invece ben vengano le iniziative, se hanno senso di cambiamento e rinnovamento..la staticità mi preoccupa! quindi mi prendo il tempo di giudicare a metà dell'opera!

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    Come direbbe il buon Bersani, Uè ragazzi ma siamo pazzi ? Non vorrete mica fare shopping al centro storico di Forlì vero ? Orco boia

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    ... altro che iper cielo aperto.... secondo me il centro di Forlì e dintorni mi sembrano una grande LATRINA a cielo aperto!!

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    Tralasciando l'evidente incompetenza di alcuni assessori del comune, l'idea di Centro per il Cittadino (senza chiamarlo Centro Commerciale...fa ribrezzo) sarebbe auspicabile. Intanto chiudere alle auto la circonvallazione (Salinatore, Corridoni, Matteotti, Veneto, Italia) se non per accessi ai parcheggi interni. (Di parcheggi ce ne sono ad iosa...se non si è pigri). Dotare le vie e viali di cestini, posaceneri etc. Spazi per artisti di strada con convenzioni per il pernottamento. Obbligo per i gerenti del commercio a corsi di BON TON o Galateo....dato che spesso sembrano dei veri bifolchi.

  • Avatar anonimo di signorG
    signorG

    che boiata... se il centro è un iper a cielo aperto, andate ad abitare nell'iper poi mi sapete dire la differenza. che ci voglia tanto a capirlo?!?

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