Il Comitato dell’acqua pubblica Emilia-Romagna alla manifestazione nazionale a Roma

Il Comitato dell’acqua pubblica Emilia-Romagna alla manifestazione nazionale a Roma

Sabato 27 Novembre 2010 il comitato per il referendum per l'acqua pubblica dell'Emilia-Romagna, sarà a Roma, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in piazza per i loro diritti.

Non si tratta di esprimere una generica solidarietà, in primo luogo perché centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati hanno firmato il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua, quindi sono essi stessi parte integrante del movimento per l'acqua.

 

In secondo luogo, il modello sociale che tenta di privatizzare i servizi pubblici locali, è lo stesso che svalorizza quotidianamente il lavoro degli uomini e delle donne, che produce il disastro ambientale e climatico, sprecando territorio e risorse, che ha prodotto la più grave crisi economica mondiale degli ultimi 100 anni. L'acqua è un bene comune che va tutelato e gestito dalle pubbliche amministrazioni secondo un modello partecipato dai lavoratori e dagli utenti come prevede la Costituzione Repubblicana all'articolo 43.

 

Anche il lavoro è un bene comune che va sottratto al pari dell'acqua da una brutale mercificazione, questo abbiamo affermato il 16 ottobre alla grande manifestazione della FIOM questo continueremo ad affermare il 27 novembre a Roma con la CGIL tutta. La settimana scorsa il Forum nazionale dei movimenti per l'acqua pubblica ha partecipato a due assemblee sindacali dei lavoratori di HERA Bologna. Sotto l'inceneritore e sotto il gasometro si è stretta un'alleanza fra quei lavoratori impegnati in un rinnovo contrattuale reso più difficile dall'impatto del decreto Ronchi e il movimento referendario per l'acqua pubblica che rivendica la ripubblicizzazione del servizio idrico, più investimenti, più manutenzione e presenza sul territorio.

 

Chiediamo inoltre di rivederci presto tutti assieme alla manifestazione regionale che si terrà a Bologna sabato 4 dicembre alle ore 15 al corteo che partirà dalla sede di HERA per chiedere la moratoria delle privatizzazioni del servizio idrico fino al voto referendario, sia posticipando le scadenze del decreto Ronchi che attraverso l'impegno degli enti locali; la richiesta di votare inderogabilmente nel 2011 sul referendum. Le manifestazioni del 27 novembre e del 4 dicembre, sono quindi momenti di una lotta per un modello sociale e di sviluppo diverso, basato su processi di partecipazione democratica, sul lavoro e nella gestione dei Beni Comuni.

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