Il delitto di Sarah Scazzi: un giallo che si gioca sul filo dei minuti

Il delitto di Sarah Scazzi: un giallo che si gioca sul filo dei minuti

Il delitto di Sarah Scazzi: un giallo che si gioca sul filo dei minuti

Si infittisce di giorno in giorno, quasi di ora in ora il mistero che aleggia attorno all'omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto scorso. Ancora si è ben lontani dal riuscire a ricostruire con precisione cosa è avvenuto in casa della famiglia Misseri ad Avetrana. Ora l'attenzione pare essere tutta concentrata sull'orario del delitto. Il lasso di tempo sembra andare dalle 14 alle 14.42, ma non c'è unità di vedute sulla dinamica esatta e su come siano andate le cose.

 

In particolare su cosa sia avvenuto dopo che Sarah è uscita di casa (a cui aveva fatto ritorno dopo aver pranzato con la zia Cosima) per recarsi dalla cugina Sabrina e poi andare insieme al mare. Le indagini si concentrano molto sull'analisi dei tabulati telefonici. C'è il dettaglio che alle 14,18 sul cellulare di Sarah arriva un sms dell'amica Federica a cui la vittima non risponde.

 

Cinque minuti più tardi l'amica telefona a Sarah, che però non risponde. Per qualcuno questa sarebbe la prova che la ragazza si trovava già in preda al raptus omicida del killer, ma qui spunta la testimonianza di una coppia di giovani fidanzati che sostiene di aver visto Sarah per strada attorno alle 14.25. Circostanza che sarebbe confermata da uno squillo che sarebbe partito dal cellulare della Scazzi verso quello di Sabrina alle 14.28.

 

Il problema è che tutto si gioca sull'equilibrio di pochi minuti, che possono essere rilevanti nella testa di una persona comune ma che sono cruciali nella ricostruzione dell'esatta dinamica di quanto è avvenuto. 

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