Il difensore civico bacchetta i treni: "Disservizi e bassa qualità"

Il difensore civico bacchetta i treni: "Disservizi e bassa qualità"

Il difensore civico bacchetta i treni: "Disservizi e bassa qualità"

BOLOGNA - Nel trasporto ferroviario "pare evidente l'affermarsi di una politica commerciale lontana dall'interesse dei viaggiatori, in particolare pendolari, lesiva del diritto a un servizio di qualita'". A parlare cosi' non e' uno dei tanti comitati di pendolari, ma Daniele Lugli, difensore  civico regionale, il quale racconta (nella relazione sull'attivita' del 2009) come piu' volte gli siano stati segnalati "disservizi di vario genere, dall'erogazione di sanzioni ritenute sproporzionate per le infrazioni corrispondenti".

 

E poi ancora "scortesia dei controllori, disagio dato dai treni in ritardo, soppressi, di capienza insufficiente". Lugli mette nero su bianco un pesante atto d'accusa: "Il materiale rotabile utilizzato da Fer e da Trenitalia- si legge- e' in buona parte obsoleto e non viene sufficientemente rinnovato  o mantenuto. Per questo e' soggetto a frequenti guasti che determinano la soppressione di treni".

 

Inoltre, "i treni piu' vecchi contengono la velocita' per mantenere condizioni di sicurezza del viaggio, ma questo aumenta la probabilita' di ritardi. La manutenzione di una parte delle  carrozze, che Fer in particolare sta affrontando, crea problemi in quanto sottrae quei mezzi alla circolazione". Trenitalia, prosegue Lugli, ha previsto che l'acquisto dei nuovi treni "veda il cofinanziamento delle Regioni, instaurando una competizione tra di esse".

 

Non basta: "L'introduzione di treni ad Alta velocita' e' avvenuta prima dell'adeguamento delle

infrastrutture, a partire dalla stazione di Bologna, attraversata da un maggior numero di treni con la stessa disponibilita' di binari". Lugli insiste nella sua requisitoria sui trasporti ferroviari con queste parole: "Sono stati soppressi treni regionali e interregionali, alcuni dei quali compresi nella  promozione di abbonamenti agevolati per i pendolari, sovvenzionati dalla Regione Emilia-Romagna".

 

E "cancellati i treni che fermano in determinate stazioni, l'abbonamento agevolato per gli abitanti di quelle localita' e' diventato inservibile". Nel dicembre 2009, poi, "i ritardi e i disagi si sono moltiplicati per le avverse condizioni atmosferiche". Ancora, "e' carente il sistema di informazione dei viaggiatori assicurati sui treni e nelle stazioni in caso di ritardo, soppressione, modifiche delle condizioni di viaggio".

 

Cosa fa in tutto questo la Regione? Viale Aldo Moro, sottolinea il difensore civico, "attua un controllo sul servizio ferroviario con indagini di verifica e invio di ispettori nelle stazioni e sui treni". Nel 2010 la qualita' delle stazioni sara' rilevata dagli ispettori regionali, mentre verra' posto a gara lo sviluppo di quattro campagne sulla qualita' dei treni". Inoltre, negli ultimi dieci anni "e' aumentato il trasporto ferroviario su tutte le linee Fer", mentre circa due anni e mezzo fa "e' stato lanciato un piano di investimento per oltre 230 milioni che permettera' di rinnovare 350 treni Fer su un totale di 1.150".

 

E per "rispondere alla soppressione di treni che ha lasciato il passo all'Alta velocita', quando era nella sua sfera di competenza la Regione ha acquisito servizi aggiuntivi per ripristinare le linee". Ma, fa notare Lugli, "sui servizi gestiti da Trenitalia, la Regione non puo' andare oltre un intervento di moral suasion". Vero e' che ha l'arma delle penali: e infatti "nell'ultimo anno e mezzo la Regione ha applicato sanzioni nella misura di oltre 1,7 milioni di euro definendo il rimborso di un abbonamento mensile a tutti i pendolari emiliano-romagnoli per il mese di maggio 2010". (Dire)

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