Il genio di Antonio Canova: in anteprima a Milano Marittima la mostra del 2009

Il genio di Antonio Canova: in anteprima a Milano Marittima la mostra del 2009

Il genio di Antonio Canova: in anteprima a Milano Marittima la mostra del 2009

Antonio Paolucci sarà ospite di Cervia, la spiaggia ama il libro con una serata dal titolo, "CANOVA. L'ideale classico tra scultura e pittura", venerdì 8 agosto, alle ore 21.30, a Milano Marittima, in viale Ravenna. Sarà l'occasione per la Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì di presentare in anteprima l'omonima mostra dedicata al Canova, che si aprirà a Forlì, nei Musei San Domenico, il 25 gennaio 2009, e che, già dal titolo, si presenta come l'evento culturale dell'anno.

 

"Siamo molto orgogliosi - commenta il presidente degli albergatori Ascom, Terenzio Medri - di ospitare per la seconda volta Antonio Paolucci. In questo modo, grazie alla presenza del direttore generale dei musei vaticani, nonché presidente dl comitato scientifico dei Musei San Domenico suggelliamo nuovamente la collaborazione fra la costa e l'entroterra, ma puntiamo anche tutto sulla cultura". E' per questo, anche, che Antonio Paolucci riceverà da Cervia, la spiaggia ama il libro un riconoscimento, il Premio Cultura "Il Salino d'Oro".

 

"Si tratta - prosegue Medri - di un premio che gli attribuiamo per essersi distinto in questi anni nella promozione del patrimonio artistico e culturale italiano. Quest'anno abbiamo già attribuito un primo premio, "cultura e ambiente" a Letizia Moratti, sindaco di Milano. Con questo secondo riconoscimento intendiamo valorizzare ulteriormente le eccellenze e Paolucci è sicuramente colui che più si è battuto in questi anni per la valorizzazione dell'arte italiana". Il "Salino d'oro" è la riproduzione della "bolletta", che era la ricevuta di pre-pagamento che veniva data ai salinari, quando consegnavano il sale ai Magazzeni del sale.

 

Sponsor della serata, che vuole sottolineare  l'impegno  di collaborazione tra Ascom Federalberghi Cervia e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, recentemente siglato con una convenzione sulla promozione della cultura in Romagna, è la società STC Group.

 

Nel corso della serata interverranno il presidente degli albergatori, Ascom, Terenzio Medri, il presidente della fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, Pierluigi Dolcini, il segretario generale della Fondazione, Antonio Branca, il coordinatore delle mostre del San Domenico, Gianfranco Brunelli e il sindaco di Cervia, Robero Zoffoli.                         

 

Canova in anteprima a Milano Marittima

Dopo le mostre dedicate a "Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne", a "Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento" e a "Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni" la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con i Musei San Domenico di Forlì, intende organizzare una nuova esposizione dedicata ad Antonio Canova (Possagno, 1757-Venezia, 1822).

 

La mostra, che ha per titolo Canova. L'ideale classico tra scultura e pittura, si aprirà a Forlì a partire dal 25 gennaio 2009 e punta l'attenzione sul più grande protagonista della scultura tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Canova fu celebrato come l'artista maggiore del suo tempo, il nuovo Fidia, perché aveva raggiunto e forse superato la perfezione degli antichi scultori Greci.

 

Forlì può definirsi con orgoglio città "canoviana". Il grande scultore ha infatti eseguito - fatto davvero eccezionale - tre capolavori per personaggi forlivesi. Prima di tutto la nuova versione della Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini, arrivata  nella prima metà del Novecento, dopo avventurose vicissitudini,  nei Musei Civici di Forlì. 

 

Era stata preceduta nel 1814 la Danzatrice col dito al mento destinata, per interessamento del piacentino Pietro Giordani uno dei più grandi amici e certamente il maggiore interprete crtitico di Canova, al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. La vicenda verrà sublimata dallo stesso Canova nella bellisima Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità, inserita nella sezione della mostra dedicata allo "scultore filosofo e il tema della morte".

 

A partire da queste opere fondamentali la mostra, la più impegnativa e completa a lui dedicata  dopo quella di Venezia del 1992, intende ripercorrere attraverso una serie di capolavori esemplari la carriera del grande scultore, ponendo per la prima volta a confronto le sue opere, marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni con i modelli antichi cui si è ispirato e con i dipinti contemporanei con i quali  si è confrontato. L'Ebe viene esposta accanto alle due statue antiche, l'Arianna con la pantera allora agli Uffizi, e la ellenistica Danzatrice di Tivoli, ma anche, in un paragone davvero strepitoso, con il Mercurio di Giambologna con cui Canova si è misurato nel rendere il difficile motivo della figura in volo. Ma il significato dell'Ebe di Forlì viene chiarito confrontandola con la prima rappresentazione del tema, l'Ebe sulla nuvola dell'Ermitage.

Dal prestigioso museo russo vengono altri capolavori, come la Danzatrice con le mani suoi fianchi, la prima di una serie e il riferimento per ripercorrere il tema della musica e  della danza, fondamentale nel percorso dello scultore, come dimostrano anche le straordinarie tempere di Bassano che si potranno finalmente rivedere dopo un decisivo restauro.

 

Questa rassegna  sviluppa, per la prima volta, il rapporto tra la scultura e la pittura, non solo per quanto riguarda i dipinti dello stesso Canova, ma anche gli artisti da lui influenzati, come il caso di Francesco Hayez, le cui danzatrici realizzzate per la decorazione di Palazzo Reale a Venezia sono ispirate a quelle canoviane. Ma anche la sensuale Maddalena del 1825 ripropone uno dei capolavori di Canova la Maddalena penitente inviata dall'Ermitage.

 

Mentre la presenza di capolavori assoluti come la Venere italica, che doveva sostituire la celebre Venere medicea trasferita a Parigi, o i due Pugilatori, rappresenta il motivo centrale della gloria di Canova celebrato, per la sua capacità di interpretare il bello ideale classico, come il nuovo Fidia, ma anche il nuovo Raffaello.

 

Antonio Paolucci.  Nato a Rimini il 29 Settembre 1939, laureato in Storia dell'Arte con Roberto Longhi e specializzato con Francesco Arcangeli, è entrato a 29 anni nella carriera direttiva dei Beni Culturali. È stato Soprintendente a Venezia, a Verona, direttore dell'Opificio delle Pietre Dure, Soprintendente per il Polo Museale fiorentino e Direttore Generale dei Beni Culturali per la Toscana.

Dal Gennaio del 1995 al Maggio del 1996 ha ricoperto la carica di Ministro per i Beni Culturali nel Governo tecnico di Lamberto Dini.

Dopo il sisma del 1997 ha diretto, come commissario governativo, il cantiere di restauro nella basilica di San Francesco ad Assisi.

Attualmente ricopre la carica di Presidente del Comitato Scientifico per le mostre d'arte nelle Scuderie del Quirinale. È vicepresidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e consulente del Sindaco per i musei civici di Firenze.

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Il 4 dicembre 2007 è stato nominato da Papa Benedetto XVI Direttore dei Musei Vaticani.

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