Il giallo di Sarah Scazzi, la cugina Sabrina resta in carcere

Il giallo di Sarah Scazzi, la cugina Sabrina resta in carcere

Il giallo di Sarah Scazzi, la cugina Sabrina resta in carcere

TARANTO - Si era preso altre 24 ore per poter decidere. Giovedì mattina il gip di Taranto, Martino Rosati, ha stabilito che Sabrina Misseri, accusata dal padre Michele, reo confesso, di aver partecipato all'omicidio di Sarah Scazzi, dovrà restare in carcere. La decisione arriva dopo un mercoledì contrassegnato da una sequenza di colpi di scena. I Carabinieri si erano presentati nella villetta di Misseri in via Deledda, dove Sarah è morta, per un nuovo sopralluogo.

 

Gli inquirenti erano a caccia di un mazzo di chiavi di Sarah e della corda con cui l'agricoltore di 57 anni ha sostenuto di aver strangolato la nipote. In bilico anche il luogo dell'omicidio, la cantina, che potrebbe esser sostituito da una stanza della villetta. La procura nella tarda serata ha emesso una nota per smentire che l'omicidio di Sarah sarebbe stato commesso in casa e non più in cantina.

 

Nelle 21 pagine dell'ordinanza del Gip, a Sabrina Misseri è stata confermata non solo l'accusa di omicidio, ma anche quella di sequestro di persona. La ventiduenne è stata arrestata lo scorso venerdì al termine di una giornata convulsa che aveva visto il padre Michele nelle vesti del suo più grande accusatore. Le dichiarazioni di Misseri andavano di pari passo con quelle dell'altra amica Mariangela Spagnoletti e con alcuni riscontri investigativi.

 

Questi avevano convinto i pm Pietro Argentino e Mariano Buccolieri ad emettere un provvedimento di fermo nei confronti della figlia dell'uomo che si è in un primo momento accusato dell'uccisione della nipote. "La dimensione che si sta aprendo su questa vicenda non era stata prospettata - ha affermato l'avvocato della famiglia Scazzi, Nicodemo Gentile -. Questi sviluppi stanno sorprendendo e lasciando sconcertati anche noi difensori".

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