Il giallo di Sarah Scazzi, lo zio ha parlato al plurale

Il giallo di Sarah Scazzi, lo zio ha parlato al plurale

Il giallo di Sarah Scazzi, lo zio ha parlato al plurale

AVETRANA (Taranto) - Michele Misseri ha parlato al plurale durante l'interrogatorio nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, mentre raccontava nei minimi dettagli quanto accaduto nel pomeriggio del 26 agosto quando strangolò a morte la nipote Sarah Scazzi. Non è escluso che si tratta di un lapsus, ma può anche esser che l'agricoltore 57enne non fosse solo quando aveva nascosto il corpo della povera ragazza. "Abbiamo parcheggiato...vicino alle canne", ha detto Misseri.

 

Quindi si è subito corretto: "Ho parcheggiato". Le indagine è un rebus ancora irrisolto. Sono tanti gli elementi ancora da cercare. Non si trova ad esempio la carta sim del cellulare, così come non c'è tracce delle cuffiette del mp3 e tantomeno dei vestiti che lo zio reo confesso ha affermato di aver bruciato. Gli inquirenti sono sempre più convinti che nella vicenda sia coinvolta almeno un'altra persona. Bisogna anche chiarire alcune versioni dei fatti.

 

Le dichiarazioni della figlia Sabrina non combaciano con quanto ha dichiarato il padre reo confesso dell'omicidio, e soprattutto con quelle rilasciate da Mariangela Spagnoletti, l'amica che con Sabrina e Sarah il 26 agosto scorso doveva andare al mare. C'è anche attesa per l'esito dell'esame del Dna compiuto dai Carabinieri dal quale potrebbero arrivare risposte certe sull'abuso sessuale.

 

Tuttavia, sottolineano ambienti investigativi, anche se questo esame sarà negativo non si potrà mai escludere che la violenza sia stata compiuta, in quanto il cadavere è stato in acqua per 41 giorni e, al momento del ritrovamento, era in avanzato stato di decomposizione. Dagli stessi esami compiuti dal professore Luigi Strada, è però emerso che Sarah non ha sofferto durante la morte. E' andata in stato di choc appena lo zio ha cominciato a stringerle la corda attorno al collo.

 

In un'intervista rilasciata a "La Repubblica" edizione di Bari, Strada ha anche affermato di aver rilevato "la presenza di un ematoma sul braccio (di Misseri, ndr). Quella ferita potrebbe essere il segno di una unghiata". "La difesa è compatibile con i tempi del delitto . ha affermato -. La vittima potrebbe aver accennato ad una reazione. Oppure Sarah potrebbe aver graffiato lo zio nel tentativo di liberarsi di quella morsa".

 

Ma l'esperto non esclude "che Misseri si sia procurata quella ferita semplicemente lavorando in campagna. Anche in questo caso va tenuto conto che l'ispezione corporale è stata effettuata oltre un mese dopo il delitto". Il professore ha anche detto che durante la visita Misseri gli avrebbe riferito che la nipote l'avrebbe provocato: "Sì, ha detto qualcosa del genere, ma siccome si è rivolto in dialetto, bisogna verificare cosa volesse dire".

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