Il giallo di Sarah Scazzi, Misseri pronto a ritrarre: ''Non l'ho violentata''

Il giallo di Sarah Scazzi, Misseri pronto a ritrarre: ''Non l'ho violentata''

Il giallo di Sarah Scazzi, Misseri pronto a ritrarre: ''Non l'ho violentata''

TARANTO - Sarah Scazzi è stata uccisa il 26 agosto. E' questa, per il momento, l'unica certezza dell'orribile delitto di Avetrana. Gli inquirenti, benchè abbiano già chiarito che il movente del delitto sia "intrafamiliare", sono alla ricerca della verità. Anche lunedì non sono mancati i colpi di scena. Dagli interrogatori di Sabrina Misseri, accusata dal padre Michele (reo confesso) di aver partecipato al delitto, a quelli di mamma Cosima e dell'amico Carlo Alessio Pisello.

 

Sabrina, assistita dagli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri, è stata ascoltata nel carcere di Taranto dal gip Martino Rosati, spiegando cosa ha fatto quel maledetto 26 agosto. La 22enne ha invocato il confronto del padre, respingendo tutti gli addebiti che le ha contestato. Il gip al termine dell'interrogatorio ha convalidato il fermo, riservandosi 48 ore per decidere se confermare o meno la detenzione in carcere. Per i legali della ragazza si tratta di "un segnale positivo".

 

In Procura è stato poi il turno di mamma Cosima Serrano e dell'amico di Sabrina, Alessio Pisello. In tarda serata il Procuratore Capo Franco Sebastio, ha spiegato che "tutto questo è un lavoro di routine". Ma il giallo di Avetrana sembra allargarsi sempre di più e non è escluso che gli inquirenti decidano di sentire un'altra volta Mariangela Spagnoletti, l'amica del cuore di Sabrina che con le sue dichiarazioni avrebbe incastrato la giovane.

 

Il colpo di scena di lunedì sono state le parole dell'avvocato Michele Misseri, Daniele Galoppa, il quale ha rilevato che l'agricoltore 57enne è pronto a "ritrattare parte della sua confessione". In particolare quella della violenza sessuale sul cadavere. "Smettete di chiamarlo orco - ha affermato il legale -. La verità potrà esser testimoniata dagli esami dei Ris". Ma perchè inventarsi una cosa del genere? "Per fare in modo che le indagini si chiudessero velocemente".

 

Galoppa ritiene che "possa venire fuori ancora un altro pezzo di verità", chiedendo a Misseri "di dire tutta la verità e di non omettere i nomi delle persone, se ce ne sono, che hanno avuto un ruolo in questa storia". L'avvocato ha confermato la volontà di chiedere la perizia psichiatrica. Quindi ha rilevato alcuni particolari della vita privata: "Il povero Michele Misseri", ha affermato il legale, non contava nulla in casa sua, dove viveva "accerchiato in un gineceo" e "non gestiva neppure un centesimo".

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