Il giallo di Sarah Scazzi, Sabrina Misseri accusata di omicidio

Il giallo di Sarah Scazzi, Sabrina Misseri accusata di omicidio

Il giallo di Sarah Scazzi, Sabrina Misseri accusata di omicidio

AVETRANA (Taranto) - Colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi. Sabrina Misseri, la cugina della quindicenne di Avetrana assassinata il 26 agosto scorso, è stata arrestata venerdì sera al termine di un interrogatorio durato quasi otto ore con l'accusa di sequestro di persona e omicidio volontario in concorso con il padre Michele Misseri (reo confesso lo scorso 7 ottobre). La ragazza è stata accompagnata a bordo di un'auto grigia al carcere di Taranto.

 

La ragazza ha affermato di esser innocente. Ad incastrarla sarebbe stata un'intercettazione ambientale, ma la svolta è arrivata al termine dell'ultimo interrogatorio svolto da Misseri nel pomeriggio. Nell'ultima versione l'uomo avrebbe omesso alcune delle coperture con cui avrebbe sin qui protetto Sabrina. Insomma, il 57enne avrebbe chiamato in causa direttamente la ragazza. Sabrina avrebbe portato la cugina nel garage. Poi l'uomo è stato colto da un raptus omicida. La convalida del fermo avverrà a quanto pare martedì.

 

Gli avvocati della giovane, Emilia Velletri e Vito Russo, avrebbero chiesto un incidente probatorio. La sorella di Sabrina, Valentina, ha inviato ad una giornalista inviata di ‘Quarto Grado', la trasmissione di Rete 4 condotta dal giornalista Salvo Sottile, un sms: "Sabrina è innocente". Nella caserma dei Carabinieri di Manduria, dove si sono svolti gli interrogatori, erano presenti il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il comandante provinciale dei carabinieri, Giovanni Di Blasio.

 

Davanti agli investigatori la cugina di Sarah ha cercato di chiarire anche quanto avrebbe affermato nei verbali precedenti. In quelle dichiarazioni la ricostruzione dei fatti non coincideva con quella del padre. La giornata si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris con un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata.  L'esperimento è proseguito poi nel casolare in cui lo zio avrebbe abusato del cadavere della nipote, fino al pozzetto di raccolta per le acque piovane in cui il corpo dell'adolescente è stato nascosto dallo zio materno per 42 giorni.

 

Durante i sopralluoghi, l'agricoltore di 57 anni avrebbe spiegato nei minimi particolari come avrebbe strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare, che nell'urto al terreno si sarebbe aperto perdendo la batteria. Misseri ha indicato agli inquirenti dove ha abusato del corpo senza vita della quindicenne e il posto nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali. Gli inquirenti hanno anche cronometrato il tempo impiegato dall'omicida per strangolare con una fune la nipote, per caricare il cadavere nella sua "Seat Marbella", e per compiere tutti gli spostamenti dalla casa al casolare e da qui al pozzetto.

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